martedì 9 dicembre 2014

VERSO ALTRI LIDI .

Inutile girarci intorno : ho bisogno di staccare la spina , sono stanco e accuso talvolta dolori ai polpacci che rasentano le ferite sulle quali viene sparso sale .
Ormai manca poco e finalmente potrò godere di qualche ora di sonno supplementare , mi godrò i miei dischi e andrò a correre per quanti chilometri le gambe mi sorreggeranno .
Prima però di chiudere questo anno devo assolvere un ultimo compito che un amico carissimo mi ha chiesto , si tratta di qualcosa di veramente speciale e non ho potuto tirarmi indietro .
Ne parlerò a cose avvenute ma garantisco che non sto nella pelle perché voglio vedere solo sorrisi per un bel pezzo della giornata .
Il 2014 mi ha regalato tante soddisfazioni e con sabato 13 dicembre chiuderò il cerchio .
Dopo tanto tempo sto scoprendo quanto sia importante avere dei punti fermi nella propria vita e non intendo rinunciarci , in 12 anni di viaggi sento il bisogno di un po' di serenità che ho conquistato con le unghie e con i denti .
Mai un regalo , mi sono preso tutto sul campo con fatica , sudore e pazienza , naturalmente mi sto prefiggendo altri obiettivi , ho fame di riuscire e lo voglio insegnare a chi mi è vicino .
La maratona ha cambiato la mia vita , ho scoperto altri lati che mai avevo considerato .
Una cosa è certa per il 2015 : avrò 40 anni e correrò altre volte quella magica distanza , non penserò al tempo che impiegherò ma mi preparerò meticolosamente , ripeterò quei gesti che in 2 mesi mi hanno fatto volare dove osano le aquile .
Per il Natale c'è tempo , non voglio minimamente farmi sfiorare dall'idea del consumismo come feci 20 anni fa , però ho voglia di tenerezza , di coccole , di famiglia e di calore umano .
Credo di meritarmelo dopo tanto oblio .

lunedì 8 dicembre 2014

GOL TECNHONLOGY IN SALSA ITALIANA .

Forse ci siamo: la Serie A potrebbe adottare la "Goal line tecnhnology" già a partire dalla stagione 2015/16. Ad affermarlo è stato Carlo Tavecchio, il presidente della Figc: "Nel prossimo Consiglio federale - ha dichiarato a GR Parlamento - proporrò l'introduzione della tecnologia del gol non-gol. Ritengo che sia un sistema sicuro e di cui non si possa più fare a meno, ma per questioni di costi al momento è proposta solo per la Serie A".
"E' una decisione che non deve passare per l'Ifab o per la Fifa - ha continuato Tavecchio -, dipenderà solo dalla volontà del Consiglio federale. Nel caso riguarderà il prossimo campionato e solo la massima serie visto che al momento non sarebbe semplice adottarla anche in Serie B". Il presidente della Figc però vorrebbe andare oltre: "Abbiamo fatto delle richieste per quanto riguarda l'area grande, ovvero stabilire se un fallo è dentro o fuori dall'area. Ma ribadisco che non abbiamo mai chiesto la moviola in campo, l'attribuzione o meno di un fallo resta a discrezione dell'arbitro. Non ci sarebbe, poi, nessun limite di episodi a partita per l'utilizzo della tecnologia. Ci si impiega 23 secondi per capire se lo svolgimento dell'azione è dentro o fuori l'area, poi c'è il collegamento tramite braccialetto per l'arbitro che ha così un responso immediato".

(Fonte : tgcom24.it) .
Domanda : come la prenderà Blatter una simile notizia ? Forse non ne sentirà il bisogno di considerarla dato che sulla sua testa pendono 2 inchieste sulla assegnazione di 2 mondiali , o forse è sempre fermo al 1966 quando Hurst scatenò una tale confusione in una finale molto contestata . 
Intanto un raggio di sole appare dopo le ultime due gare di campionato : su 6 gol segnati 4 sono opera di giocatori italiani .

sabato 6 dicembre 2014

ALLATTAMENTO E POLITICA .

L'allattamento al seno, un gesto tra i più naturali al mondo, sta diventando terreno di scontro politico in Gran Bretagna. Dove ha sollevato non poche polemiche l'invito di Nigel Farage a "non allattare in pubblico, le donne si coprano e stiano in un angolo". E intanto a Londra va in scena una protesta con tanto di allattamento al seno di massa in strada.
L'elemento scatenante è stato un episodio avvenuto nella sala da tè di un hotel a cinque stelle del centro di Londra, il Claridge's: una mamma di 35 anni si è messa ad allattare la sua bambina di 12 settimane alzando il maglione naturalmente . Un cameriere è accorso e, citando un regolamento interno che poi la direzione ha negato di avere, le ha imposto di coprire la piccola con un grande tovagliolo. Due immagini rilanciate dai media ritraggono la donna, Louise Burns, mentre allatta, e poi con spalla e poppante coperte dal tovagliolone.

Per protestare contro l'episodio si è formato un gruppo su Facebook che ha organizzato un allattamento al seno "di massa" (con circa 25 aderenti) davanti all'hotel, additato come moralista e bacchettone anche perché viola una legge britannica che proibisce alle imprese di discriminare le donne che allattano.

La vicenda è stata quindi cavalcata dall'euroscettico Farage, secondo il quale i locali pubblici dovrebbero poter chiedere alle mamme di allattare "in maniera discreta. Sedendo in un angolo o in qualsiasi altro modo", ma in ogni caso spetta al Claridge's decidere.

Il premier David Cameron, pur essendo leader del partito conservatore, ha invece preso le distanze e si è allineato al rispetto della legge: una portavoce di Downing Street ha riferito che il premier "condivide la posizione del Ssn", il sistema sanitario nazionale, "secondo la quale l'allattamento al seno è completamente naturale ed è del tutto inaccettabile che una donna venga fatta sentire a disagio quando allatta in pubblico".

Ovviamente si parla di discrezione , ma sarebbe opportuno ricordare di parlare di certi argomenti usando buon senso e non appigliandosi al linguaggio politichese .
L'allattamento non è politica ma un gesto d'amore tra i più belli che una madre dona al proprio figlio ancora in fasce .
Se un neonato inzia a strillare perché ha fame è naturale che venga soddisfatto , inoltre è piacevole vedere una scena del genere perché c'è in quel momento una completa simbiosi tra le due parti .
Altro che discrezione , forse il signor Farage farebbe più notizia se tacesse in merito poiché per ottenere una buona pubblicità e avere più consensi servono altre strade . 


SONO STORIE VICINE .

Trema tutto l'apparato politico romano , con l'arresto di Massimo Carminati si scoperchia un vaso di Pandora che aveva visto qualche crepa circa due anni fa durante una operazione portata a buon fine da parte della guardia di finanza .
Stavolta però si parla di metodi legati alla malavita organizzata che si è ramificata in ogni direzione partendo ovviamente dall'edilizia , la ricostruzione degli inquirenti parte dalla posizione dell'imprenditore Massimo Guarnera , divenuto un colluso dell'organizzazione .
Il modo di agire assomiglia ,secondo gli inquirenti , a quello usato da Provenzano , cioè avere contatti con persone importanti per poi gestire il potere .
Questo vuol dire raggiungere obiettivi molto lontani , inimmaginabili .
Anni fa ne parlava frequentemente lo scrittore Roberto Saviano ma ci sembravano storie lontane legate eminentemente al Sud , stavolta non è proprio così .
C'è una lunga confessione di Nadia Cerrito , accusata di essere la cassiera della banda guidata da Carminati , dove si parla esplicitamente di tangenti per i politici del Campidoglio .
Nell'inchiesta ci è finito l'ex sindaco Alemanno , il capogruppo del pdl della regione Lazio e alcuni esponenti del PD , tra cui il capo della segreteria di Ignazio Marino il quale si dichiara estraneo a incontri con il socio di Carminati , Salvatore Buzzi.
Marino in realtà ha incontrato Buzzi come risulta da alcune foto dell'archivio della cooperativa "29 giugno " .
Ma non è tutto visto che vari vip avrebbero avuto contatti con De Carlo , uno dei collaboratori di Carminati .
Si parla di calciatori e delle loro compagne , si parla di presentatori televisivi e di cantanti .
Non sono storie lontane , sono vicine Roberto Saviano è finito sotto scorta dopo averle raccontate , così come ha fatto Rosaria Capacchione .

giovedì 4 dicembre 2014

LA VITA CHE RINASCE .

Mina ha 17 anni, è alla sua prima gravidanza e si trova in travaglio già da qualche ora. La ragazza è stesa su un lettino del reparto di maternità aperto da Medici Senza Frontiere a Kabul col volto contratto per il dolore. Il suo bambino è troppo grande perché possa venire alla luce con un parto naturale e sarà necessario un taglio cesareo d'emergenza. Complicazioni come queste sono comuni ma la maggior parte delle strutture ospedaliere in Afghanistan non sono attrezzate per gestirle.
L'equipe del nuovo reparto di maternità di MSF si occuperà proprio di queste complicazioni, per fornire a donne e bambini le cure specialistiche di cui hanno bisogno.

L'ospedale si trova nel distretto di Dasht-e-Barchi, nella parte ovest di Kabul, una zona della città in cui il numero degli abitanti è cresciuto di dieci volte negli ultimi dieci anni, fino a superare il milione di persone.

La struttura e i tre piccoli centri sanitari non riescono a rispondere ai bisogni di una popolazione tanto numerosa. Le donne del distretto sono costrette a rivolgersi agli ospedali del centro della capitale, dove sono costrette pagare, o, in alternativa, a cliniche private dotate di scarsi mezzi.

Il reparto, inaugurato all'inizio dell'anno, ha avuto una gestazione molto simile a un parto complicato. Oggi ospita 42 posti letto e si prepara ad accogliere circa 130 casi complicati ogni anno e ad accogliere altrettante nuove vite.

Alle cinque del mattino è arrivato il primo bimbo, un bel neonato di 3,3 kg. La madre e il bambino stanno bene. Mina non ha ancora pensato a un nome per il suo bimbo, ma adesso ha tutto il tempo per farlo.

(Fonte : tgcom24.it)

mercoledì 3 dicembre 2014

BINOMI ATARASSICI .

Non sapevo cosa significasse correre a distanza di 72 ore dopo una maratona , ebbene ora lo so .
Ho puntato la sveglia , mi sono alzato alle prime luci dell'alba , ho indossato la tuta , le scarpe , mi son spalmato un po' di vasellina , ho fatto gli esercizi di vascolarizzazione e di stretching , infine sono sceso in strada impostando il mio satellitare per percorrere 6 km .
Dopo un primo chilometro a 6'21" , ho percepito una splendida sensazione di leggerezza , di pace .
Ho imboccato la strada che avevo percorso il mio primo lunghissimo quando il crampo mi colpì inesorabile , attanagliando il polpaccio destro .
Ero a 3 km e ho deciso di rientrare , dopo pochi metri mi è passato per la testa un brano malinconico ,ma dolce come il miele , cosa rara per me visti i gusti musicali .
Inspiegabilmente mi sono commosso , ho ripensato a domenica , ho realizzato di essere un maratoneta e ne ho preso consapevolezza .
Vi riporto i versi di quel brano senza traduzione , indovinate di quale brano sto parlando perché come spesso mi accade relaziono istanti di vita alla musica così come ho fatto domenica quando sono rientrato a casa , infatti dopo la doccia ho indossato le cuffie . 
Corsa e musica, binomio perfetto per cercare risposte .
Ecco un estratto del pezzo, buon ascolto : 

In my life there's been heartache and pain
I don't know if I can face it again
I can't stop now, I've traveled so far
To change this lonely life...

lunedì 1 dicembre 2014

SCOMMESSA VIAGGIANTE.

 - "Il mercato italiano è in difficoltà. Ma il mondo offre straordinarie occasioni: bisogna viaggiare e andare incontro a chi ha esigenze diverse, a chi non parla la nostra lingua". Entrato nell'azienda di famiglia nel 1992, Massimo Candela ha puntato tutto sull'internazionalizzazione di Fila. E ha garantito alla società fondata a Firenze nel 1920 e rilevata da suo nonno nel secondo Dopoguerra, di ritagliarsi un posto in prima fila nel futuro.

I numeri parlano chiaro: "Il 2014 è un anno ottimo per noi - spiega Candela -. Cresceremo sia di risultato, sia di fatturato. Se includiamo nel nostro bilancio la nostra partecipata indiana, l'azienda quest'anno toccherà i 260-270 milioni di euro di ricavi, con un Ebitda che supererà i 40 milioni di euro".
L'India è solo l'ultimo dei mercati su cui Fila ha scommesso. "Oggi il 75% dei nostri guadagni arriva dall'estero. Tra Italia e resto del mondo abbiamo nove stabilimenti e 26 filiali. Il nostro primo mercato è quello statunitense, il terzo è quello messicano, il secondo è quello italiano".

Fila ha dunque conquistato l'America. Ma non è stato facile: "Il Nord America rappresenta la classica scommessa con cui le aziende europee tendono a farsi male. Nel 2005 ci abbiamo provato acquisendo un'azienda. Per due-tre anni abbiamo faticato, abbiamo cercato di capire come funzionava il mercato, ben diverso dal nostro. Oggi siamo leader".

A garantire un successo che pare intramontabile alla Fabbrica italiana lapis e affini (questo il significato del marchio noto in tutto il mondo) non sono state solo le lungimiranti scelte manageriali della famiglia Candela, ma anche la qualità dei prodotti. "Un centinaio di persone lavorano quotidianamente sul controllo della qualità e sullo sviluppo dei nostri prodotti. Si occupano tutto il giorno di testare, sperimentare e proporre nuove idee. Il nostro consumatore è attentissimo, sia esso la mamma, la maestra o lo stesso bambino a cui noi di fatto ci rivolgiamo. Ed è un cliente fedele, che tende a riacquistare il prodotto se si è trovato bene. I pennarelli non devono seccarsi, le matite non devono spezzarsi... Solo così il consumatore riesce a percepire un reale vantaggio nell'acquistare un prodotto anziché un altro".

Massimo Candela rappresenta quella terza generazione che spesso viene additata come causa del fallimento delle aziende familiari. "E'il mio incubo fin dal giorno che ho iniziato a lavorare. Ogni volta che prendevo qualche rischio mi dicevo 'ecco, ora darai ragione alle voci'. Ma fortunatamente ogni stereotipo ha le sue eccezioni. E poi ho un buon esempio in casa: mio papà ha sempre lavorato a tempo pieno, io non ho fatto altro che seguire il suo esempio", conclude Candela.
(Fonte : tgcom24.it).