mercoledì 1 luglio 2026

UNA LIMA DA LEGGENDA .

 Non riesco neppure a piangere , ma alla quinta Pistoia Abetone ci sono impressi momenti precisi degli ultimi 6 mesi . 
Al traguardo ci sono tutte le persone che hanno contribuito a rendere dolce l’attimo più commovente del 2026 podistico . 
C’è Marco che si è prodigato di accompagnarmi alla partenza e poi è salito in vetta ad attendermi , ci sono babbo Elvino con suo fratello Pietro il quale corre con me l’ultimo chilometro a dimostrazione di cosa significhi l’amicizia , ci sono le mie figlie che mi vedono ultra per la prima volta in 12 anni , c’è lo Zio Messia che al 36° km ha restituito il pettorale  causa problemi fisici e ci dona una lezione di sportività da tramandare , dall’altro capo del telefono c’è Giacomo , il mio allenatore , gli sono veramente devoto per quanto ha fatto in un anno , grazie a lui sono migliorato incredibilmente con una mole di lavoro clamorosa . 
Infine c’è mia mamma che nei giorni antecedenti alla partenza aveva notato una certa stanchezza tra le varie fasi della giornata e mi voleva che stringessi i denti per chiudere in bellezza il capitolo ultra . 
Il resto è una gara che rasenta la perfezione tattica , parto rilassato e con un ritmo abbastanza sobrio . 
Sulla prima salita decido di rimanere un minimo guardingo ancora poi inizio ad accendere e ci sto in maniera prepotente . Dopo le Piastre sfoggio tutta l’argenteria migliore , in piano sono una furia , picchio forte , dopo Campo Tizzoro a Maresca recupero un minimo di forza ancora in salita , sono idratato , provvedo spesso a bagnarmi per stare fresco , sulla discesa verso San Marcello apro così come verso Mammiano , inizio a sentire il profumo della impresa poiché passo al controllo dei 30 km sotto le 3 ore e 30 con facilità . 
Giunge il momento della verità , si sale sopra la Lima , il canovaccio prevede alternanza ma a un certo punto vado . 
Sto sugli avanpiedi , ringhio , agito un pugno , ho negli occhi ferocia , cattiveria . 
Sono a mio agio , a Cecchetto apro ancora di più , so che sarà pb , all’arrivo scatto e da lì in poi è leggenda . Elvino mi mette la medaglia , non parliamo , ci abbracciamo . Vado a lavarmi in attesa di ricevere la pergamena che certifica la storia . 
Quando la ritiro al tavolo della giuria voglio brandirla come la scudo di re Artù . Sono nella leggenda , mi ritiro dalle ultra all’apice e in forma . 
Correrò al massimo una maratona ogni anno e poi dedicherò il tempo alle brevi . 
5 volte Finisher a Faenza e alle Piramidi , posso ritenermi soddisfatto , dal 2014 ho viaggiato molto , un minimo vivrò di rendita . 
È un lusso da sfoggiare a livello podistico , il fisico ha patito , non ne voglio abusare . 
Il problema si sposta ora sulla fame da recuperare , sono magro e talvolta inappetente , per fortuna su altro invece azzannerei , lì conta di più che a tavola . 
 

lunedì 18 maggio 2026

NEI TUOI CAMBI JANNIK


Quando vedo  “ si va oltre “ corredato da foto contenenti un allenamento spezzato e complessivamente poco sopra le 2 ore sorrido scuotendo la testa , ripenso alle 12 ripetute in salita sotto il sole con un delta accentuato  , alle levatacce , a quella prima mezza sotto le 2 ore dopo anni di buio , alla settimana dove mi infortunai 4 volte pur di performare un minimo e infine al mio GIORNO PIÙ BELLO. 
La vita è fatta di svolte , di cambi come quelli di Sinner che ha messo a segno un colpo importante . 

La finale vinta contro Ruud ci consegna un campione vero e adesso proverà a chiudere il cerchio a Parigi . 
Panatta sarà anche sul centrale del Roland Garros per la finale e premierà il vincitore ,  ma il 3 su quei nei tornei dello slam è uno sport diverso , ancora più duro e drammatico sportivamente . 
A 50 anni esatti dalla nostra prima Davis assisteremo a quel passaggio di consegne definitivo ? 
Mettiamoci comodi , il calcio può attendere , ora il tennis ha preso il volo grazie a un intero movimento ben strutturato . 
 

lunedì 23 marzo 2026

UN PB DOPO L’ALTRO

 Un miglioramento dopo l’altro e ora almeno 3 settimane di tregua dalle gare mi attendono , bisogna mantenere la condizione per gli impegni di fine aprile . 
Prima al Monte poi alla Scarpinata quegli scatti fuoriosi certificano un periodo che sembra non conoscere la parola crisi . 
Funzionano gli allenamenti , girano le gambe , il cuore dà buone sensazioni . 
Come sono lontani quegli attimi noti , colpiti da uno tsunami impietoso adesso hanno sembianze di cenere . 
Più vado avanti più vorrei colpire forte, uso il cambio di passo con una tale facilità che talvolta vorrei un pizzicotto per svegliarmi . 
Eppure la verità è questa , non si nasconde una nenesi del genere . 
Ho trovato serenità lavorando su ogni particolare e d’ora in poi se udiró parole contrarie allo sport nella vita quotidiana farò una alzata di scudi . 
Ora debbo portare quel dipinto a casa , sarebbe perfetto accanto al piatto , ora che non percepisco pressione sto d’incanto . 
E anche le ripetute del mercoledì appaiono abbordabili . 

lunedì 16 febbraio 2026

LE LUCI CHE CONTANO

 É pb sui 10 km in quel di Marina di Carrara , seppure non abbia gareggiato bene sul finale , avevo speso troppo fino si 7 km poi si è palesato un vuoto , respiravo male . 
Ho il negative split in testa ma stavolta la troppa confidence con la velocità é stata deleteria . 
Rappresenta una lezione da digerire nelle prossime sedute sul tracciato , si lavora per abbassare ulteriormente partendo stavolta da 46’46” non più 48 o 47 . 
Ma mentre sono a pranzo vengo “ scosso “ da una foto e da lì in poi prende la scena una forma acuta di indignazione . 
Si fa spazio la cd tensione morale , provo ribrezzo verso chi brandisce apparenze al posto della lealtà che lo sport insegna . 
Questo squallore é figlio di un messaggio errato che fa passare l’odierno , viene così vanificato lo sforzo di coloro i quali spendono le loro fatiche per puro divertimento . 
Lo fanno in nome del niente cosmico , senza remore , dimenticando insegnamenti precisi . 
Per fortuna mi aggrapperò sempre ai principi con cui sono stato cresciuto e che non abbandonerò mai , essi sono la base per vivere con la schiena dritta . 
Per correggersi bisogna lavorare sulla persona che sei prendendo coscienza dei limiti e mettendo in disparte atteggiamenti da smargiassi . 
Ringrazio Dio di tenermi lontano da certi stereotipi  , quel codice etico ha un valore enorme . 
Quella medaglia brandita con il proprio nome se non conquistata col sudore non si ritira ,invece  si va a recuperare la borsa , ti rifocilli dopo il dnf , ti lavi , fai un debriefing sugli sbagli e il giorno dopo ti alleni . E senza battere ciglio 
Me lo hanno insegnato bene i miei padri podistici , prima il lavoro e poi il resto . 
Ps : quelle gocce di sudore dopo 10 km erano vere , non sono andato al ristoro con la medaglia al collo , ho solo indossato la tuta per precauzione preferendo un profilo basso  , ho pensato alla PICCOLA FIORANO  , li alimento la voglia di emergere ancora e per dare un senso a ogni giorno di salute ricevuto . 
C’è una differenza enorme tra le luci di New York e quelle dell’alba a Faenza , le seconde hanno le fattezze di sacrifici .