Gli strani pantaloni che indossa il portiere della nazionale ungherese sono un richiamo alla vera essenza del calcio.
Non sembra possibile ma i fatti parlano chiaro , Gabor Kiraly ci ha riportato indietro nel tempo ,le sue parate hanno permesso alla sua squadra di conquistare i 3 punti nella partita di esordio all'Europeo e adesso c'è curiosità intorno attorno a lui .
La storia di quella strana divisa ha l'odore del detersivo e dell'olio canforato , perciò appartiene al calcio vero ossia quello senza creste , tatuaggi o fondi di investìmneto privati .
Guardando Francia -Albania mi accorgo di quanto sia stato fortunato ad avere vissuto quell'epoca calcistica , solo il secondo tempo della partita rispecchia i canoni della decenza , poi a un minuto dalla fine Griezmann sblocca il risultato , infine i galletti d'oltralpe segnano ancora con Payet e volano agli ottavi .
È servito un quarto d'ora per rimettere insieme le idee , ci siamo goduti 45' minuti piacevoli , resta un campionato ricco di equilibrio e come al solito la differenza la fanno le giocate dei singoli che si mettono a disposizione del gruppo .
Sono i poliedrici ad essere decisivi , grazie a questi personaggi si può amare il pallone e uno di loro lo ha citato l'ex addetta stampa della Fiorentina .
Silvia Berti in una intervista rilasciata al sito firenzeviola.it ricorda la sua esperienza con un episodio emblematico , ossia l'affetto della gente nei confronti dei loro beniamini .
Lasciandosi trasportare dalle emozioni ci si può avvicinare di nuovo al mondo del pallone , i giocatori debbono vivere fuori dalla "Torre di Cristallo" così come facevano in passato .
La programmazione va fatta anche in relazione alle aspettative di coloro che amano quelle maglie .
I tifosi non sono "clienti" , hanno bisogno di sognare e se regali loro delle speranze ti difenderanno sempre .
Kiraly regala ai propri tifosi tanta gioia e dentro le stanze di via Fanti a Firenze servirebbe qualcosa del genere .
L'essere algidi produce indifferenza , il sorriso invece contagia .
Ps: il protagonista dell'episodio citato nella intervista a Silvia Berti è Martin Jorgensen , calciatore ambidestro , in grado di ricoprire più ruoli e soprattutto goleador nei momenti più importanti durante la permanenza di Prandelli sulle rive dell'Arno .
mercoledì 15 giugno 2016
lunedì 13 giugno 2016
GABBIA PER IBRA
Lo ammetto : in cuor mio speravo veramente in una giocata individuale perché l'Italia sconfiggesse i belgi all'esordio nel campionato Europeo , ma allo stesso tempo temevo la qualità dei diavoli rossi poiché quei tre là davanti tecnicamente sono superiori .
Ogni dubbio è stato messo in disparte quando Bonucci con un lancio degno del miglior Pirlo ha scovato Giaccherini solo nell'area avversaria , il giocatore del Bologna ha ha stoppato la palla perfettamente e ha segnato .
La difesa belga è rimasta sorpresa da quella staffilata degna di un calcio di altri tempi , hanno tentato una reazione ma la nostra squadra ha dimostrato di essere letale in contropiede .
I meriti vanno ascritti tutti al CT Conte il quale ha impresso nei giocatori la sua grinta , il resto è stato merito di un collettivo consapevole di non essere in possesso di grandissime capacità ma è così coeso da spaventare i palleggiatori moderni .
Wilmots ha tentato la carta Mertens ma ormai era tardi , l'ingresso in campo di Motta sembrava avesse sopito la gara , gli azzurri sono andati vicini al raddoppio in 2 occasioni , solo l'agilità di Courtois ha sventato le nostre volontà .
Ma il portiere belga nulla ha potuto durante il recupero quando con una azione collettiva abbiamo scritto la parola "fine" , il gol di Pellè ha suggellato il tutto , i panchinari sono scattati in campo per abbracciare il marcatore , dimostrando uno spirito di gruppo piacevole .
Wilmots ha subito una lezione che ricorderà a lungo , il possesso palla sterile non può produrre gol , servono verticalizzazioni , pressing e al momento giusto una invenzione che sappia cambiare il corso degli eventi .
Non ci esaltiamo troppo ma vorrei ricordare che quando abbiamo esordito con una vittoria poche volte ( eccetto Brasile 2014 e Corea 2002) è venuto fuori qualcosa di positivo , è un europeo molto equilibrato , conta la preparazione atletica e casualmente il nostro CT conosce bene quella parola perché venne scelto dal Trap per giocare a Torino proprio per le sue doti di giocatore ricco di furore .
Sarà decisiva la partita contro Ibra , perché la Svezia è solo lui è il nostro trio difensivo ha i mezzi per ingabbiarlo .
Ogni dubbio è stato messo in disparte quando Bonucci con un lancio degno del miglior Pirlo ha scovato Giaccherini solo nell'area avversaria , il giocatore del Bologna ha ha stoppato la palla perfettamente e ha segnato .
La difesa belga è rimasta sorpresa da quella staffilata degna di un calcio di altri tempi , hanno tentato una reazione ma la nostra squadra ha dimostrato di essere letale in contropiede .
I meriti vanno ascritti tutti al CT Conte il quale ha impresso nei giocatori la sua grinta , il resto è stato merito di un collettivo consapevole di non essere in possesso di grandissime capacità ma è così coeso da spaventare i palleggiatori moderni .
Wilmots ha tentato la carta Mertens ma ormai era tardi , l'ingresso in campo di Motta sembrava avesse sopito la gara , gli azzurri sono andati vicini al raddoppio in 2 occasioni , solo l'agilità di Courtois ha sventato le nostre volontà .
Ma il portiere belga nulla ha potuto durante il recupero quando con una azione collettiva abbiamo scritto la parola "fine" , il gol di Pellè ha suggellato il tutto , i panchinari sono scattati in campo per abbracciare il marcatore , dimostrando uno spirito di gruppo piacevole .
Wilmots ha subito una lezione che ricorderà a lungo , il possesso palla sterile non può produrre gol , servono verticalizzazioni , pressing e al momento giusto una invenzione che sappia cambiare il corso degli eventi .
Non ci esaltiamo troppo ma vorrei ricordare che quando abbiamo esordito con una vittoria poche volte ( eccetto Brasile 2014 e Corea 2002) è venuto fuori qualcosa di positivo , è un europeo molto equilibrato , conta la preparazione atletica e casualmente il nostro CT conosce bene quella parola perché venne scelto dal Trap per giocare a Torino proprio per le sue doti di giocatore ricco di furore .
Sarà decisiva la partita contro Ibra , perché la Svezia è solo lui è il nostro trio difensivo ha i mezzi per ingabbiarlo .
LA DISCESA DEI VERDEORO
A distanza di più di 40 anni si consuma una " vendetta calcistica " che può avere delle gravi ripercussioni sull'intero movimento di un paese aggrappato da sempre al mondo del pallone .
La sconfitta patita dal Brasile per mano del Perù e la conseguente eliminazione dei verdoro dalla Coppa America sottolinea la crisi di un serbatoio di giocatori che fino a pochissimi anni fa sembrava non avere mai fine .
Al di là del gol di mano dei peruviani non visto dal direttore di gara , ormai c'è stato uno snaturamento del gioco e l'assenza di talenti ha fatto il resto . Sulla graticola viene messo il Ct Dunga ma c'è ben poco da recriminare , è in atto una evidente involuzione e il solo Neymar non può fungere da palliativo .
Se volessimo spostare il discorso sul piano storico va ricordato che i peruviani furono vittime di una sconfitta prima e poi durante il mondiale del 1970 per mano proprio dei brasiliani , all'epoca sulla panchina dei biancorossi sedeva un certo Didì il quale nella seconda gara non schierò De La Torre per paura che il peruviano si vendicasse di Gerson , reo di avergli rotto una gamba nella prima partita .
La vendetta si è adesso consumata , i brasiliani raccolgono i cocci , gli andini se la giocheranno con i Cafeteros , la Coppa America subisce una inversione di tendenza , il celeberrimo 1-7 subito per mano dei tedeschi al mondiale ha causato danni incalcolabili .
Altro che Maracanazo .
La sconfitta patita dal Brasile per mano del Perù e la conseguente eliminazione dei verdoro dalla Coppa America sottolinea la crisi di un serbatoio di giocatori che fino a pochissimi anni fa sembrava non avere mai fine .
Al di là del gol di mano dei peruviani non visto dal direttore di gara , ormai c'è stato uno snaturamento del gioco e l'assenza di talenti ha fatto il resto . Sulla graticola viene messo il Ct Dunga ma c'è ben poco da recriminare , è in atto una evidente involuzione e il solo Neymar non può fungere da palliativo .
Se volessimo spostare il discorso sul piano storico va ricordato che i peruviani furono vittime di una sconfitta prima e poi durante il mondiale del 1970 per mano proprio dei brasiliani , all'epoca sulla panchina dei biancorossi sedeva un certo Didì il quale nella seconda gara non schierò De La Torre per paura che il peruviano si vendicasse di Gerson , reo di avergli rotto una gamba nella prima partita .
La vendetta si è adesso consumata , i brasiliani raccolgono i cocci , gli andini se la giocheranno con i Cafeteros , la Coppa America subisce una inversione di tendenza , il celeberrimo 1-7 subito per mano dei tedeschi al mondiale ha causato danni incalcolabili .
Altro che Maracanazo .
domenica 12 giugno 2016
NON SOLO MARSIGLIA
Non ho mai avuto grandi simpatie relativamente alla signora Thatcher però su un punto gli devo dare ragione ossia la repressione del fenomeno Hoolingans .
La celebre "donna di ferro " usò la mano pesante per dopo la strage dell'Heysel nel 1985 ma quel metodo non ha avuto continuità nel tempo .
La scelta di destinare Inglesi e Russi a Marsiglia nello stesso girone è stata una decisione infelice da parte della UEFA che sta cercando di ricostruirsi una credibilità dopo l'allontanamento di Platini .
Purtroppo le due frange in questione sono le più pericolose nel panorama del teppismo da stadio, gli scontri avvenuti nei giorni precedenti ne sono la riprova .
Oggi la UEFA ha minacciato di escludere entrambe le nazionali in caso di ulteriori scontri tra questi facinorosi , ma alla base non esiste prevenzione neppure da parte degli organizzatori degli Europei .
Non è stata bloccata la vendita di alcol nei bar , la lista degli " indesiderabili " ha avuto delle lacune ben visibili e i risultati sono sotto gli occhi di tutti .
La sicurezza ha fatto flop , questo è il dato oggettivo più rilevante , per quanto riguarda le gare sembra che tutto siano passate in secondo piano .
I gol di Payet , di Modric , la prima vittoria del Galles non sono serviti ad addolcire queste giornate in terra francese , eppure ci sarebbero i presupposti per parlare del pallone che rotola .
Tutta l'attenzione è rivolta fuori dai campi di gioco, tra poche ore esordirà l'Italia di Conte la quale sta vivendo in un ritiro blindato dopo i fatti di Parigi , la situazione è molto diversa rispetto alla spedizione ai mondiali in Brasile di due anni fa .
Si parla di sorprese nella formazione ma i dubbi saranno sciolti solo domani pomeriggio dopo l'ultima riunione tecnica e la classica merenda pre gara .
Conte è consapevole di avere poca qualità , punterà sul consolidato 3-5-2 e la grinta di alcuni senatori.
Ma per battere il Belgio di Wilmots servirà qualcos'altro , magari la solita giocata individuale .
Nel frattempo Germania e Polonia hanno vinto le rispettive partite , sono squadre tignose, ma ricche di talenti che a noi mancano , ovviamente con la programmazione attuale sarà dura ottenere qualcosa di positivo .
sabato 11 giugno 2016
CONSEGNA SPECIALE
Ho dimenticato completamente di ritirare il pettorale e ho effettuato un cambio , poi la persona che lo aveva conservato me lo ha consegnato , da lì ho capito che da alcune ore vivevo in un altro mondo , ho riconsegnato il nuovo numero assegnatomi , ho spillato quello giusto e mi sono diretto a percorrere qualche metro prima della partenza , per certi versi è stato quasi impossibile perché a ogni angolo vedevo facce che conosco da tanti anni , tutti volevano salutarmi , ero quasi in imbarazzo , non credevo di trovare tanto affetto .
Mentre bevo un sorso d'acqua scorgo una poltroncina dove siede una amica che si sta lentamente riprendendo dopo un problema di salute, ci incrociamo con lo sguardo e le vado a parlare .
Lei si emoziona , io trattengo a stento le lacrime e le dico di aspettarmi li che faccio svelto , lei sorride .
La location della partenza è magnifica , mi ero imposto un ritmo lento , parto in fondo al gruppo ma poi rompo ogni indugio , scatto come una molla , non voglio deludere , ho ben chiaro il percorso , non osservo mai il cronometro , a ogni incoraggiamento saluto con la mano , addirittura aiuto un paio di amici nel secondo giro del circuito affinché tengano il ritmo , poi in fondo alla discesa mollo un po' , mi superano e volano al traguardo , come al solito preferisco arrivare in solitario , non mi interessa la posizione in classifica , varco la finish line , mi dirigo a restituire il pettorale e ricevo il pacco gara che consiste in una bottiglia di vino accompagnata da un calice .
La mia amica è sempre seduta sulla poltroncina, sta vedendo gli arrivi , mi dirigo verso di lei con il cartone .
" È per te , brinda con la tua famiglia quando sarà terminato questo periodo " le dico , " non puoi fare questo , mi fai piangere " mi risponde tremante ed inizia a singhiozzare , la abbraccio e le dono una carezza non trattenendo le lacrime , poi consegno il regalo alla persona che l'accompagna .
Avevo una promessa da mantenere e così ho agito .
Non so quando ricapiterà una serata del genere , l'organizzazione è stata impeccabile sotto ogni punto di vista , meritano una menzione speciale per l'impegno profuso .
Ha ragione "Re"Giorgio Calcaterra quando afferma : "Le persone che ti incoraggiano vanno salutate sempre e con il sorriso" .
Ps: mi scuso con la persona che mi ha visto passare sotto la sua finestra e non ho risposto al suo saluto per ovvi motivi , so che legge questo piccolo blog e perciò quando ci incontreremo di nuovo gli pagherò un caffè .
venerdì 10 giugno 2016
PORTO I FIORI A MIA MAMMA
" La prima cosa che faccio appena rientro passo a casa di mia madre per portarle i fiori che mi hanno regalato " con questa frase ho capito che avevo davanti non il solito atleta ma un uomo in possesso di valori ben saldi .
La chiacchierata con Giorgio Calcaterra è stato emozionante senza alcun dubbio , l'ultramaratoneta romano non si è stancato di rispondere alle domande delle persone che affollavano il luogo dove è avvenuta la presentazione del suo libro .
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla sua disponibilità ed educazione , ha raccontato la sua esperienza nella 100 chilometri più famosa vinta per ben 11 edizioni consecutive ammettendo che "Il Passatore " è la sua gara preferita in ogni senso .
Il divismo non appartiene a quest'uomo di 44 anni , ha dichiarato che molti meriti dei suoi successi li deve al padre il quale lo iscrisse nel 1982 ad una gara podistica praticamente per caso e in vari passaggi della sua vita menziona il genitore per averlo sostenuto nelle sue scelte .
Dalle parole che ha pronunciato si nota perfettamente come quest'uomo viva il podismo con spiritualità , ma allo stesso tempo dichiara di aver compiuto anche degli sbagli nella gestione di alcuni aspetti .
L'ammissione dell'errore appartiene a chi usa la critica costruttiva e Giorgio Calcaterra è un membro di quella categoria .
Non sono mancati i momenti divertenti ma evito di raccontarli poiché mi dilungherei fino troppo .
Nel momento in cui mi ha autografato una copia del suo libro ho notato come la sua scrittura sia perfetta e abbia riflettuto su cosa volesse scrivere nella dedica .
L'ho abbracciato dolcemente , lo sport italiano ha bisogno di persone del genere .
Se noi runners lo chiamiamo Re Giorgio un motivo c'è ed è racchiuso nel sapersi donare alla gente dopo il termine delle sue gare , infatti non nega abbracci a coloro che lo hanno atteso all'arrivo .
È un esempio sotto ogni punto di vista .
La chiacchierata con Giorgio Calcaterra è stato emozionante senza alcun dubbio , l'ultramaratoneta romano non si è stancato di rispondere alle domande delle persone che affollavano il luogo dove è avvenuta la presentazione del suo libro .
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla sua disponibilità ed educazione , ha raccontato la sua esperienza nella 100 chilometri più famosa vinta per ben 11 edizioni consecutive ammettendo che "Il Passatore " è la sua gara preferita in ogni senso .
Il divismo non appartiene a quest'uomo di 44 anni , ha dichiarato che molti meriti dei suoi successi li deve al padre il quale lo iscrisse nel 1982 ad una gara podistica praticamente per caso e in vari passaggi della sua vita menziona il genitore per averlo sostenuto nelle sue scelte .
Dalle parole che ha pronunciato si nota perfettamente come quest'uomo viva il podismo con spiritualità , ma allo stesso tempo dichiara di aver compiuto anche degli sbagli nella gestione di alcuni aspetti .
L'ammissione dell'errore appartiene a chi usa la critica costruttiva e Giorgio Calcaterra è un membro di quella categoria .
Non sono mancati i momenti divertenti ma evito di raccontarli poiché mi dilungherei fino troppo .
Nel momento in cui mi ha autografato una copia del suo libro ho notato come la sua scrittura sia perfetta e abbia riflettuto su cosa volesse scrivere nella dedica .
L'ho abbracciato dolcemente , lo sport italiano ha bisogno di persone del genere .
Se noi runners lo chiamiamo Re Giorgio un motivo c'è ed è racchiuso nel sapersi donare alla gente dopo il termine delle sue gare , infatti non nega abbracci a coloro che lo hanno atteso all'arrivo .
È un esempio sotto ogni punto di vista .
giovedì 9 giugno 2016
LE RIPETUTE DEL POMERIGGIO
Gli allenamenti del pomeriggio non mi si addicono.
Ormai ho preso l'abitudine di scendere in strada al mattino e non è facile spostare l'orologio biologico più tardi .
Ho terminato la giornata lavorativa ,siccome venerdì sarò impegnato in una notturna provo qualcosa di diverso .
C'è molta umidità a quell'ora del pomeriggio , ho i punti di riferimento precisi per svolgere un allenamento mirato .
Il percorso di 2 chilometri è in falso piano e gli ultimi 200 metri di ripetuta sono in leggera salita , quindi si può lavorare con un criterio ancora più particolare .
Sono ben idratato , il senso di fatica lo percepisco solo al termine del chilometro svolto a velocità sostenuta .
Gli ultimi 15 minuti mi dedico al defaticante , ossia 2 chilometri a ritmo "Mara" per sciogliere un po' e infine i soliti allunghi .
Mentre mi accingo a girare incontro un amico che ha da pochi istanti iniziato la sua seduta , ci salutiamo e vengo invitato a seguirlo , rifiuto dicendo che ho appena terminato le ripetute , lui spalanca gli occhi come se gli avessero scippato il portafogli .
" con questa umidità hai lavorato sui 1000 ? " mi dice , io annuisco mentre mi rifocillo con un sorso d'acqua .
" Adesso faccio anche gli allunghi così guadagno due giorni e poi stacco " gli dico salutandolo , vedo il ragazzo allontanarsi e fa un cenno con la mano .
Mi godo il tramonto e solo dopo la doccia controllo i tempi , bisogna ammettere che sono un po' imballato non c'è niente di male , non ho nausea né i vecchi mal di pancia , l'odore del sapone toglie i dubbi .
Per venerdì sera non mi pongo obiettivi , voglio divertirmi e non osservare l'orologio .
I mutamenti servono , non si può essere schiavi di abitudini e infatti della partita inaugurale degli europei di calcio mi farò dire il risultato senza guardarla .
Ormai ho preso l'abitudine di scendere in strada al mattino e non è facile spostare l'orologio biologico più tardi .
Ho terminato la giornata lavorativa ,siccome venerdì sarò impegnato in una notturna provo qualcosa di diverso .
C'è molta umidità a quell'ora del pomeriggio , ho i punti di riferimento precisi per svolgere un allenamento mirato .
Il percorso di 2 chilometri è in falso piano e gli ultimi 200 metri di ripetuta sono in leggera salita , quindi si può lavorare con un criterio ancora più particolare .
Sono ben idratato , il senso di fatica lo percepisco solo al termine del chilometro svolto a velocità sostenuta .
Gli ultimi 15 minuti mi dedico al defaticante , ossia 2 chilometri a ritmo "Mara" per sciogliere un po' e infine i soliti allunghi .
Mentre mi accingo a girare incontro un amico che ha da pochi istanti iniziato la sua seduta , ci salutiamo e vengo invitato a seguirlo , rifiuto dicendo che ho appena terminato le ripetute , lui spalanca gli occhi come se gli avessero scippato il portafogli .
" con questa umidità hai lavorato sui 1000 ? " mi dice , io annuisco mentre mi rifocillo con un sorso d'acqua .
" Adesso faccio anche gli allunghi così guadagno due giorni e poi stacco " gli dico salutandolo , vedo il ragazzo allontanarsi e fa un cenno con la mano .
Mi godo il tramonto e solo dopo la doccia controllo i tempi , bisogna ammettere che sono un po' imballato non c'è niente di male , non ho nausea né i vecchi mal di pancia , l'odore del sapone toglie i dubbi .
Per venerdì sera non mi pongo obiettivi , voglio divertirmi e non osservare l'orologio .
I mutamenti servono , non si può essere schiavi di abitudini e infatti della partita inaugurale degli europei di calcio mi farò dire il risultato senza guardarla .
Iscriviti a:
Post (Atom)