lunedì 13 gennaio 2020

SAPER SORPRENDERE

In quell’abbraccio dopo aver ricevuto il premio è scritta una grande verità , la consapevolezza di avere accanto un padre si palesa .
Mi hai coccolato come poche altre volte capendo che esisto nonostante le difficoltà , sei venuta lì mentre parlavo , hai atteso il tuo turno infine ti sei lasciata andare .
Posso sbagliare , è umano ma i sentimenti non si vendono , hai imparato a esternarli e questo rappresenta un passo in avanti enorme rispetto a quando vivevamo assieme .
Hai imparato a conoscermi da poco , forse dovevamo annusarci prima, non facciamocene una colpa , siamo qui felici e nulla potrà scalfire quanto abbiamo costruito .
Mancherebbe l’ultimo tassello sebbene sia complicato , ho l’abitudine per l’attesa , non temo poi ti racconterò chi sia Cesare , assomiglia a nonno Mario e a nonno Dante , se a oggi sono arrivato 28 volte in fondo lo debbo a lui .
Ci sarebbe anche una altra storia da raccontare sulla riconoscenza , ho regalato la medaglia ricevuta alla cena ad un amico del quale ho grande considerazione .
Marco ha provato a scansarsi ma sono stato categorico , allora si è sciolto con un grande abbraccio e ha accettato il dono .
Ora si lavora per quel balzo sino all’Abetone dove verrà sfoderata ogni energia mentale .
Se l’ambiente è freddo io lo scaldo con i miei sorrisi e li dono a coloro i quali li meritano , gli altri avranno indifferenza , sul mio crono sta scritto un altro numero avente un valore enorme : la voglia di  sorprendere in ogni occasione fino a quando i tendini reggeranno . 

martedì 7 gennaio 2020

LO RACCONTEREMO IN UN LIBRO

“ Chi di voi inizia ? Non siete timidi perciò fatevi avanti “
Siamo emozionati come poche altre volte , sembriamo imbarazzati , ci guardiamo come se ognuno di noi chieda lumi all’altro , vado io per primo al microfono e la voce è flebile .
Max trattiene a stento l’emozione , appoggio gli occhiali sul colletto della maglia e parte il ragionamento che durerà meno di 120 secondi .
In quelle parole non esistono voli pindarici , la sobrietà è il motivo principale .
Poi tocca al supermaratoneta , rispetto ad altre occasioni è calato perfettamente nella parte , io seggo sul podio senza ridere e con l’emozione stampata in viso .
Max desidera che gli sia vicino perciò ubbidisco , le sue parole non sono scontate , ci abbracciamo in maniera complice , tradiamo l’immagine di burloni e vestiamo di sensibilità .
Altroché battute , davanti al duomo di Firenze recitiamo una preghiera laica , siamo cambiati , cresciuti , c’è intesa anche nel dopo gara , viviamo il podismo come realizzazione di un progetto .
Il nostro cronometro ha come base la gioia e non i minuti , ogni maratona o ultra che terminiamo è una spallata alle difficoltà quotidiane .
E i detrattori ? Esistono , fanno capolino , ma ormai sono uno sbiadito ricordo sotto  a quella montagna di chilometri che abbiamo percorso , percorriamo e percorreremo non so ancora per quanti anni .
Di sicuro fino a quando il corpo si ribellerà facendo capire che è giunto il momento di un passaggio di testimone e allora lo racconteremo magari in un libro .


domenica 5 gennaio 2020

INDOSSALE E VAI

Ogni piede ha una scarpa da calzare e quando la trova il godimento è assicurato .
Talvolta non è semplice la ricerca , un negozio può presentarti alcuni modelli piacevoli in apparenza ma poi entra in gioco la sostanza , sai che ti serviranno per un bel po’ di ore nella giornata quindi la comodità ha bisogno di essere soddisfatta .
Quando ho scoperto le ultra è accaduto più un meno qualcosa del genere e nella intervista che ho rilasciato traspare il desiderio di spingersi oltre .
Bisogna imparare il concetto, metabolizzarlo e infine va messo in pratica , altrimenti ci saranno solo rimpianti e vivremo nel dubbio .
Quando il babbo decise che sport avrebbe avuto un ruolo per la mia crescita guardò in prospettiva futura , fu un investimento .
Timido , un po’ fragile di salute , ma determinato erano le caratteristiche di quel bimbo che iniziò un percorso indimenticabile .
Per cogliere i segnali giusti sono serviti errori e cambiamenti , l’asfalto è parte di me così come il viaggio .
Avrò sempre dei detrattori ma non scambierò mai quanto ottenuto con altro .
È l’insegnamento imparato quando ascoltai per la prima volta la frase che ha rivoluzionato un equilibrio facendolo divenire pietra d’angolo .
Le parole in essa contenute odoravano di pulizia proprio come un paio di scarpe nuove e ancora da indossare .
Buon 2020 .
Ps: non so quante gare correrò , di sicuro non avrò regolamenti che le decideranno ...

venerdì 27 dicembre 2019

TRIS DI FINE ANNO

“Vado , metto insieme altro due giri poi mi fermo, ho fame di ultramaratona , tu aspettami , goditi queste due maratone in un mese , è il tuo momento !”
“ Sto provando tanta soddisfazione , mi sento bene , fai con calma e nel frattempo mangio qualcosa , è stata una giornata perfetta “.
Con un bacino ci siamo congedati , Ilaria ha conquistato il traguardo della maratona , l’hanno intervistata e lei si è concessa con un gran sorriso alla richiesta della speaker .
Ormai la scienza precedente ha subito un mutamento , anche lei ci crede , quel traguardo si può raggiungere usando la calma del caso , serve costanza , passo regolare e determinazione .
Davanti ai suoi cari ha sfoderato le sue armi migliori conquistando una medaglia di finisher meritatissima , è andata ogni oltre più rosea aspettativa nutrendosi correttamente e senza esagerazioni.
E il sottoscritto ?
Cosa ha combinato ?
Dopo aver raggiunto il traguardo della maratona ho deciso di addentrarmi nella ultra compiendo due giri in più , ho messo il sigillo finale .
In testa ronzava la teoria di Cesare e quella profezia di Laura che oggi ci ha affiancato per un bel tratto , avevo margine e puntualmente il banco è saltato .
Con più di 45 chilometri ho compiuto il balzo , al traguardo sono stato intervistato e con sobrietà ho provveduto a ringraziare l’organizzazione , gli amici presenti , i genitori di Ilaria infine il pensiero per babbo Mario , per mamma , per Cesare e Alessandra .
In poco più di un mese ho piazzato tre colpi clamorosi , la costanza è ancora una volta il leit motive della giornata .
Vadano a farsi benedire certe teorie, ho lavorato sodo in estate dopo Faenza, raccolgo ogni frutto , sorrido .
Il viaggio continuerà  finché sarà possibile , in assenza di presupposti camminerò senza guardare l’ora come ho imparato .

martedì 17 dicembre 2019

DOPPIETTA

Avevo un capitolo da chiudere, con due inchini è andata come avevo previsto , ma nella seconda puntata il patimento non è mancato .
Eppure a Firenze esclusi gli ultimi 4 chilometri era andato tutto secondo i programmi , nessuna conseguenza nel dopo gara si era impadronita delle gambe , poi avevo riposato come previsto e non avevo sgarrato nell’alimentazione .
La stanchezza non palesava , mentalmente ero rilassato , i primi 15 km a Pisa scorrevano normalmente poi come una cambiale da scontare è giunta la crisi e da lì in avanti ho cambiato strategia .
Sapevo che sarei giunto al traguardo , pregavo di non subire un infortunio bloccante , mi muovevo con circospezione alternando tratti di corsa a tratti di camminata , ai ristori non eccedevo , parlavo il minimo indispensabile con il mio compagno di viaggio per risparmiare ogni singola energia .
Tenevo in serbo qualcosa di speciale quando avessi toccato per l’ultima volta i sensori , ho scattato una foto al cartello dell’ultimo chilometro e il pensiero è volato alle persone che amo .
In piazza dei Miracoli Ilaria è al di là delle transenne , mi vede arrivare , ci baciamo sapendo che avevamo progettato di correla assieme ma lei nell’ultima settimana ha dovuto dare forfait , leggo nei suoi occhi un po’ di dispiacere ma la salute viene prima di tutto .
Vado a prendere la medaglia ma prima debbo mantenere una promessa fatta ad alcune persone importanti , durante l’intervista con voce rotta dedico questo arrivo a coloro che abitano nel Mugello e sono stati colpiti dal terremoto .
Odo gli applausi , con la medaglia al collo chiamo Babbo e mamma a casa , chiedono se va tutto bene e riferisco che per ben 15 chilometri ho patito a causa di dolori alle cosce .
Chiudo questo anno come lo scorso ossia come ben 7 lunghissime .
Sono felice , l’adrenalina si abbassa lentamente , ho un metodo su cui fare leva con qualche ritocchino legato al riposo , allo stretching e altro da analizzare nei giorni successivi .
Arrivano infine i complimenti dagli amici che sono finisher in Umbria alla mezza della Invernalissima , non sapevano di questa maratona , avevo mantenuto il riserbo per non allarmarli .
Mi è sempre piaciuto il numero 27.

martedì 19 novembre 2019

LA PRIMA DELLA SECONDO QUARTO

Il progressivo mi ha lasciato dolori un po’ ovunque ma la soddisfazione di giungere al termine non ha prezzo , svolgendolo in notturna mi ha permesso di sfoderare ogni risorsa e puntualmente si è palesata di nuovo la dissenteria .
L’ultima prova per Firenze va in archivio con successo , i dubbi sono stati fugati .
Adesso mi attende un breve scarico prima di salire ancora una volta lassù .
5 anni fa sarebbe stato illogico, impensabile , ma il passato deve essere solo un vago ricordo , conta l’odierno e nessuno mi toglierà quanto ho conquistato .
Quel pulcino possiede ali robuste , sogna quella doppietta da raccontare ai posteri in un nuovo libro , ormai le maratone sono l’occasione per ritrovare tanti amici conosciuti negli anni .
Se pioverà mi coprirò , sopporterò il dolore purché di vedere la curva che immette in piazza del Duomo , poi farò l’inchino che rappresenta il marchio di fabbrica .
In esso è racchiuso il rispetto , i balletti li lascio agli altri , poi toglierò il pettorale e penserò alla prossima.
Un pensiero sarà anche per te caro Cesare , con la dolcezza hai tirato fuori il meglio di me , vorrei che fossi tu a consegnarmi quella medaglia , la prima di una nuova serie .
Avevi ragione quando dicesti che il Passatore cambia la gente , il tuo scettro è in buone mani fidati .
Da quando ti ho conosciuto vivo con animo diverso .
E la mia Regina ?
Non è cambiata di una virgola , sorride , vola verso la sua sesta maratona , arriveremo ancora una volta assieme , siamo felici .

martedì 5 novembre 2019

LA CONSAPEVOLEZZA SCOVATA

In quella valigetta sono custoditi alcuni oggetti importanti ai quali tengo gelosamente ma sul lago Maggiore li ho sfoggiati negli ultimi 3 chilometri con tanta umiltà .
Rappresentano l’esperienza unita ai consigli di Cesare e quando penso a lui capisco come sia stato sciocco iniziare così tardi .
È inutile che ci giri attorno : senza di essi sarei stato male , nel momento della verità avevo i nervi saldi , guardavo solo la strada e infine aiutavo alcuni maratoneti in difficoltà con i chilometri finali .
Non percepivo dolore , la pioggia leniva quegli attimi e con LEI accanto il resto era una formalità .
Al termine quei due sono venuti a ringraziarmi , ho scosso solo la testa vedendo le loro medaglie di finisher , io avevo tolto quella conquistata poiché il suo valore non avrebbe mai superato l’altra .
Infine mi sono ricordato che in quella valigetta Cesare aveva inserito un oggetto ancora più prezioso ,  l’amore per un lavoro ben svolto ha pochi eguali e gli errori ti fanno crescere se vuoi andare avanti .
Quelle 4 dite mostrate al traguardo sono per te , lo sai ma in esse sta nascosto altro , la miscela di dolcezza e determinazione fa da sfondo al vero viaggio .
Ho incontrato altre persone che sfoggiavano feticci provenienti da LA PIÙ BELLA , anche io li possiedo ma non li sventolo , sono preziosi come la valigetta.
In 100 chilometri percorsi a piedi impari il rispetto e quando ricevi fiducia la devi sempre ripagare , sopratutto se vai oltre .