Il 12 luglio è stato un compleanno importante per la piccola Malala Yousafzai, la ragazzina pakistana che nel 2012 venne colpita alla testa da proiettili sparati da un gruppo di Talebani mentre viaggiava sul pullman che la conduceva a scuola ; la notizia fece il giro del mondo poiché Malala con un suo blog si era fatta portatrice del diritto all'istruzione nella valle dello Swat , territorio controllato dai Talebani i quali avevano definito l'adolescente simbolo degli infedeli e della oscenità .
Ieri di fronte alle Nazioni Unite , a New York, Malala ha tenuto il suo primo discorso pubblico dopo l'attentato , alla presenza di centinaia di studenti provenienti da più di 80 paesi ha rilanciato un appello per l'istruzione primaria universale consegnando al segretario Ban Ki Moon una petizione che lei stessa aveva lanciato su change.org quando nel mese scorso ben 14 studentesse sue coetanee furono vittime di attentati suicidi in Pakistan .
Credo che le parole pronunciate dalla sedicenne le ascolterò più volte . La fermezza della sua voce è una scudisciata che colpisce in profondità .
È ovvio che Malala debba essere candidata al premio Nobel per la pace , il suo semplice desiderio di studiare è simbolo di coraggio in un paese lacerato dalla guerra . Mi auguro vivamente che a Oslo possa ricevere questo riconoscimento , poiché si andrebbe a chiudere un cerchio .
Molte persone che lottano per i diritti fondamentali dell'uomo tra cui l'istruzione si identificano nelle parole pronunciate da Malala ieri .
La spada non può colpire come fanno le parole .
Auguri giovane Malala , continua a scrivere e non smettere mai di studiare , poiché la libertà si conquista con le parole .
sabato 13 luglio 2013
domenica 23 giugno 2013
Febbre a 90'
Dopo ben 4 anni che sono tornato a correre oggi domenica 23 giugno è una data da segnare sul calendario : ho corso ininterrottamente per ben 90'.
Nei giorni precedenti avevo pianificato il percorso , ero stato molto attento alla altimetria , le salite dovevano essere presenti ma ,visto l'orario di partenza, avrebbero avuto un peso specifico definito .
Mi sono inoltre dotato di un paio di piccole borracce d'acqua , dello zucchero in bustina al fine di non avere problemi di disidatrazione .
Per una volta ho pranzato con qualche proteina in più e ho anticipato il pasto di circa 30 minuti , poi prima di partire ho masticato il solito pezzo di cioccolata perchè gli zuccheri entrassero subito in circolo e finalmente ho messo in moto le mie gambe.
In tutta onestà a circa metà del tempo mi sono un po' preoccupato, nonostante il vento rinfrescante, il caldo faceva la sua parte e picchiava forte sulla mia testa coperta dalla solita bandana bianca a striature blu.
Poi la svolta : a circa 3 km dall'arrivo , dopo che avevo consumato tutto lo zucchero e svuotato le borracce , ho pensato che era ormai era solo una questione di testa per terminare questi 16 km di corsa , ho tolto gli occhiali e la bandana l'ho riposta nella tasca dei pantaloncini . Ho percepito un senso di leggerezza , sia mentale che fisica . Per tagliare corto ho chiuso la pratica in 91' 32'' , per un totale di circa 16 km.
Poi la doccia e prima ancora il refrigerio di una buona bottiglia d'acqua non fredda hanno chiuso un pomeriggio domencale piacevole .
Nei prossimi giorni procederò a una seduta di scarico di circa 30', ma tra 15 giorni ripeterò il mio esperimento con la speranza di avere un po' di caldo secco , non so spiegare per quale motivo con la temperatura un po' alta riesco a dare il massimo . Forse dipende dalla respirazione ma non ne sono sicuro.
Nei giorni precedenti avevo pianificato il percorso , ero stato molto attento alla altimetria , le salite dovevano essere presenti ma ,visto l'orario di partenza, avrebbero avuto un peso specifico definito .
Mi sono inoltre dotato di un paio di piccole borracce d'acqua , dello zucchero in bustina al fine di non avere problemi di disidatrazione .
Per una volta ho pranzato con qualche proteina in più e ho anticipato il pasto di circa 30 minuti , poi prima di partire ho masticato il solito pezzo di cioccolata perchè gli zuccheri entrassero subito in circolo e finalmente ho messo in moto le mie gambe.
In tutta onestà a circa metà del tempo mi sono un po' preoccupato, nonostante il vento rinfrescante, il caldo faceva la sua parte e picchiava forte sulla mia testa coperta dalla solita bandana bianca a striature blu.
Poi la svolta : a circa 3 km dall'arrivo , dopo che avevo consumato tutto lo zucchero e svuotato le borracce , ho pensato che era ormai era solo una questione di testa per terminare questi 16 km di corsa , ho tolto gli occhiali e la bandana l'ho riposta nella tasca dei pantaloncini . Ho percepito un senso di leggerezza , sia mentale che fisica . Per tagliare corto ho chiuso la pratica in 91' 32'' , per un totale di circa 16 km.
Poi la doccia e prima ancora il refrigerio di una buona bottiglia d'acqua non fredda hanno chiuso un pomeriggio domencale piacevole .
Nei prossimi giorni procederò a una seduta di scarico di circa 30', ma tra 15 giorni ripeterò il mio esperimento con la speranza di avere un po' di caldo secco , non so spiegare per quale motivo con la temperatura un po' alta riesco a dare il massimo . Forse dipende dalla respirazione ma non ne sono sicuro.
sabato 8 giugno 2013
Quella carezza
Non nascondo la mia personale simpatia per Papa Francesco e dal 13 marzo ogni volta che parla ne rimango affascinato . Quello che mi colpisce più di ogni suo gesto é la semplicità unita a una carica umana di vecchio stampo , è il nonno che tutti vorremmo avere .
Ogni sua uscita pubblica però conosce l'apice quando ci sono dei fanciulli , il suo marchio di fabbrica in presenza dei bambini è la carezza con annesso abbraccio .
In un momento storico del genere é piacevole dissertare quanto amore ci metta il Papa per stare vicino alla gente e per donare felicità ai più piccoli .
A tratti mi ricorda Pertini , in altre occasioni tiene una posizione come Papa Roncalli , che con il suo discorso alla Luna colpi il cuore della generazione degli anni 60 , fu in quella occasione che Giovanni XXIII parlò di portare una carezza ai bambini .
Ho sempre odiato i cd scappellotti o le pacche sulle spalle , mi hanno sempre dato un sapore di stantio , invece la carezza é qualcosa che profuma di pulito semplice e che infonde tranquillità .
Sono anni che ogni volta che incontro degli amici con i loro figli mi prodigo nel salutare i piccoli con una carezza e nel volto di questi noto un sorriso quasi di sorpresa. Ieri sera mi è capitato qualcosa di ancora più bello , al termine di una rappresentazione in cui erano protagonisti proprio dei bimbi , vado a salutare un amico che aveva recuperato il figlio per andare a cena , scambiamo 2 parole e faccio una carezza al fanciullino . Questi mi dice " Grazie " , mi si é sciolto il cuore e mi sono sentito di possedere le ali. Mentre tornavo alla mia auto ho ripensato a Papa Francesco , alla sua semplicità , al suo amore , durante la guida ho pregato per il Papa perché mi ricorda la dolcezza che possedevano i miei nonni , erano modellati con uno stampo che mi hanno passato quando sono nato .
Altro che social network e silenzi , la carezza è la panacea di tutti i mali perché nasce spontanea come una stella alpina .
Ogni sua uscita pubblica però conosce l'apice quando ci sono dei fanciulli , il suo marchio di fabbrica in presenza dei bambini è la carezza con annesso abbraccio .
In un momento storico del genere é piacevole dissertare quanto amore ci metta il Papa per stare vicino alla gente e per donare felicità ai più piccoli .
A tratti mi ricorda Pertini , in altre occasioni tiene una posizione come Papa Roncalli , che con il suo discorso alla Luna colpi il cuore della generazione degli anni 60 , fu in quella occasione che Giovanni XXIII parlò di portare una carezza ai bambini .
Ho sempre odiato i cd scappellotti o le pacche sulle spalle , mi hanno sempre dato un sapore di stantio , invece la carezza é qualcosa che profuma di pulito semplice e che infonde tranquillità .
Sono anni che ogni volta che incontro degli amici con i loro figli mi prodigo nel salutare i piccoli con una carezza e nel volto di questi noto un sorriso quasi di sorpresa. Ieri sera mi è capitato qualcosa di ancora più bello , al termine di una rappresentazione in cui erano protagonisti proprio dei bimbi , vado a salutare un amico che aveva recuperato il figlio per andare a cena , scambiamo 2 parole e faccio una carezza al fanciullino . Questi mi dice " Grazie " , mi si é sciolto il cuore e mi sono sentito di possedere le ali. Mentre tornavo alla mia auto ho ripensato a Papa Francesco , alla sua semplicità , al suo amore , durante la guida ho pregato per il Papa perché mi ricorda la dolcezza che possedevano i miei nonni , erano modellati con uno stampo che mi hanno passato quando sono nato .
Altro che social network e silenzi , la carezza è la panacea di tutti i mali perché nasce spontanea come una stella alpina .
martedì 4 giugno 2013
Lo scatto del Pirata
Era il 4 giugno 1998 e come al solito ero di fronte alla tv perché a una certa ora del pomeriggio si sarebbe deciso il giro d'Italia di ciclismo . In quel periodo ero un appassionato di corse in bici poiché alcuni anni prima mi affascinava il talento di Marco Pantani , lo scalatore che veniva da Cesenatico .
Al mio fianco c'era mio babbo ed entrambi eravamo in religioso silenzio mentre attendevamo l'attacco del Pirata . A circa 3 km dal termine della tappa su al pian di Monte Campione Marco scattò come al solito e solo Tonkov riuscì a tenere il passo . Furono minuti infuocati , si studiavano a suon di allunghi , nessuno dei due voleva mollare la presa. Pantani si liberò della bandana e degli occhiali , Tonkov gettò via il cappellino . Sembrava che stessimo per assistere a un western con duello finale , mentre la strada stava ancora salendo notai che Marco si toccava il naso come se fosse stato punto da qualcosa , poi scattò ancora e Tonkov rispose .
Ormai erano entrambi completamente a pezzi , il caldo era intenso , Marco a quasi 1km dal termine scattò ancora e Tonkov mollò la presa , rimase seduto sul sellino della bicicletta distrutto dalla ferocia agonistica di Pantani . Adriano De Zan che commentava la tappa con Cassani ebbe un sussulto e ci fece vivere gli ultimi 1000 metri con una intensità straordinaria .
Marco tagliò il traguardo ed esultò per la vittoria , aveva dato una dimostrazione di forza di volontà incredibile .
Mio babbo si emozionò e mi disse che quella tappa gli ricordava i tempi eroici dl ciclismo con protagonisti Coppi e Bartali .
A distanza di anni lessi che Marco prima dell'ultimo scatto si era tolto dal naso il diamantino che si era fatto incastonare , in piena trance agonistica gli sembrava di aver come percepito la voce di suo nonno Sotero che lo incoraggiava a spingere sui pedali .
Caro Marco come ci hai emozionato con le tue scalate , la tua vittoria al Tour de France fu epica e credevo che ci regalassi per anni tante gioie . Poi arrivò il 5 giugno del 1999 , a Madonna di Campiglio accadde quel brutto episodio di cui mi duole parlare .
Preferisco ricordare il tuo scatto bruciante in salita per accorciare l'agonia , ci manchi e spero che lassù tu abbia trovato pace . Ti spedisco un abbraccio sincero Marco .
Al mio fianco c'era mio babbo ed entrambi eravamo in religioso silenzio mentre attendevamo l'attacco del Pirata . A circa 3 km dal termine della tappa su al pian di Monte Campione Marco scattò come al solito e solo Tonkov riuscì a tenere il passo . Furono minuti infuocati , si studiavano a suon di allunghi , nessuno dei due voleva mollare la presa. Pantani si liberò della bandana e degli occhiali , Tonkov gettò via il cappellino . Sembrava che stessimo per assistere a un western con duello finale , mentre la strada stava ancora salendo notai che Marco si toccava il naso come se fosse stato punto da qualcosa , poi scattò ancora e Tonkov rispose .
Ormai erano entrambi completamente a pezzi , il caldo era intenso , Marco a quasi 1km dal termine scattò ancora e Tonkov mollò la presa , rimase seduto sul sellino della bicicletta distrutto dalla ferocia agonistica di Pantani . Adriano De Zan che commentava la tappa con Cassani ebbe un sussulto e ci fece vivere gli ultimi 1000 metri con una intensità straordinaria .
Marco tagliò il traguardo ed esultò per la vittoria , aveva dato una dimostrazione di forza di volontà incredibile .
Mio babbo si emozionò e mi disse che quella tappa gli ricordava i tempi eroici dl ciclismo con protagonisti Coppi e Bartali .
A distanza di anni lessi che Marco prima dell'ultimo scatto si era tolto dal naso il diamantino che si era fatto incastonare , in piena trance agonistica gli sembrava di aver come percepito la voce di suo nonno Sotero che lo incoraggiava a spingere sui pedali .
Caro Marco come ci hai emozionato con le tue scalate , la tua vittoria al Tour de France fu epica e credevo che ci regalassi per anni tante gioie . Poi arrivò il 5 giugno del 1999 , a Madonna di Campiglio accadde quel brutto episodio di cui mi duole parlare .
Preferisco ricordare il tuo scatto bruciante in salita per accorciare l'agonia , ci manchi e spero che lassù tu abbia trovato pace . Ti spedisco un abbraccio sincero Marco .
domenica 26 maggio 2013
A perdifiato
Torno a scrivere dopo un bel po' a causa di viaggi estenuanti e ore di lavoro per portare a casa la pagnotta . Stavolta ho dato un senso alla domenica pomeriggio , ho scelto un percorso ondulato ricco di salite e ho chiuso con un tempo a dir poco straordinario . Premetto che era un bel po' che ci pensavo a questa uscita ma non avevo avuto l'occasione di tentare questa impresa . Con le nuove Vomero 7 ho rasentato i miei limiti e ho posto nuovi paletti alle mie sofferenze di corridore . Gli allenamenti iniziano a dare i frutti anche grazie alle salite che percorro . Durante il tragitto mi è venuto in mente Nibali e la sua vittoria al giro d'Italia con particolare riferimento alla vittoria di tappa di ieri sotto la neve , qualcosa veramente di altri tempi poiché é partito a 3 km dal traguardo scattando come uno stambecco in salita . Ho ripensato al grande Pantani e alla celebre vittoria che ottenne nel 99 al giro in una tappa con arrivo ad Oropa .
Mi piace infinitamente la salita , la amo alla follia , nella sofferenza esprimo il massimo e questo mi inorgoglisce . Quando mi alleno alla Cava é fin troppo semplice , solo l'ultimo tratto al ritorno sale e li ho spezzato un paio di volte il fiato a coloro che sono allenato con me per 12 km.
Amo la solitudine , amo alle armi senza punti di riferimento , viaggio senza il cardiofrequnzimetro e cedo alla fatica solo quando i dolori ai polpacci si fanno intensi .
Provavo le stesse sensazioni quando andavo a fare dei giri in moto , mi sentivo coeso con la natura che mi circondava .
Oggi ho chiuso il mio allenamento di 16 km in 80 minuti e mentre mi rifocillavo dopo la fatica ho come provato un senso di vertigine , ho 38 anni e 4 anni fa ero 96,2 kg . A modo mio so dove osano le aquile , lassù fa freddo ma il panorama è notevole .
Mi piace infinitamente la salita , la amo alla follia , nella sofferenza esprimo il massimo e questo mi inorgoglisce . Quando mi alleno alla Cava é fin troppo semplice , solo l'ultimo tratto al ritorno sale e li ho spezzato un paio di volte il fiato a coloro che sono allenato con me per 12 km.
Amo la solitudine , amo alle armi senza punti di riferimento , viaggio senza il cardiofrequnzimetro e cedo alla fatica solo quando i dolori ai polpacci si fanno intensi .
Provavo le stesse sensazioni quando andavo a fare dei giri in moto , mi sentivo coeso con la natura che mi circondava .
Oggi ho chiuso il mio allenamento di 16 km in 80 minuti e mentre mi rifocillavo dopo la fatica ho come provato un senso di vertigine , ho 38 anni e 4 anni fa ero 96,2 kg . A modo mio so dove osano le aquile , lassù fa freddo ma il panorama è notevole .
giovedì 16 maggio 2013
Denis
Accendi questa mattina il telefono e mi giunge una notizia che attendevo da tanto tempo : avviso di garanzia per concorso in omicidio volontario con conseguente svolta nel caso Bergamini .
I fatti sono noti a coloro che come me seguono la cronaca giudiziaria e la cronaca nera , ci sono voluti ben 24 anni perché quel muro di gomma e di omertà subisse uno squarcio e iniziasse a vacillare .
Per ricostruire la storia del povero Denis Bergamini iniziai da un celeberrimo libro scritto nel 2001 da Carlo Petrini intitolato " Il calciatore suicidato " dove l'ex centravanti del Milan cercava di rimetter insieme i cocci di una brutta faccenda dai contorni poco chiari .
Più andavo avanti nella lettura di questo libro più mi rendevo conto che si trattava di un tema scottante , le testimonianze che Carlo era riuscito a raccogliere erano molteplici e in particolare una mi gelò il sangue; si tratta del colloquio tra Petrini e Padovano , ex compagno di squadra di Bergamini . Michele Padovano a una precisa domanda che gli viene posta da Carlo , esce fuori dai gangheri e decide di troncare la conversazione .
Da quest'ultimo episodio ho capito che si trattava di qualcosa di scottante .
Oggi inizia una nuova fase e non tarderanno ad arrivare altre novità , la famiglia Bergamini merita di essere risarcita per la perdita di Denis , la verità si sta avvicinando e presto verrà fatta luce su questo caso . Io ci spero vivamente poiché leggendo i vari siti i giornali e il libro di Carlo Petrini sono venuto a conoscenza di qualcosa che fa veramente male .
Cari Domizio e Donata i vostri sforzi saranno ripagati e verrà dato un volto a coloro che vi hanno tolto l'amore di una persona cara.
Ormai ne parlano in tv, in radio , su internet ; ho criticato in passato Facebook ma è anche grazie al social network di Mark Zuckerberg che è stato possibile muovere qualcosa nella coscienza delle persone . È un peccato che Carlo Petrini se ne sia andato lo scorso anno , oggi sarebbe il caso di ringraziarlo per quello splendido testo che pubblicò 12 anni fa . Io ne ho una copia e lo conservo gelosamente .
I fatti sono noti a coloro che come me seguono la cronaca giudiziaria e la cronaca nera , ci sono voluti ben 24 anni perché quel muro di gomma e di omertà subisse uno squarcio e iniziasse a vacillare .
Per ricostruire la storia del povero Denis Bergamini iniziai da un celeberrimo libro scritto nel 2001 da Carlo Petrini intitolato " Il calciatore suicidato " dove l'ex centravanti del Milan cercava di rimetter insieme i cocci di una brutta faccenda dai contorni poco chiari .
Più andavo avanti nella lettura di questo libro più mi rendevo conto che si trattava di un tema scottante , le testimonianze che Carlo era riuscito a raccogliere erano molteplici e in particolare una mi gelò il sangue; si tratta del colloquio tra Petrini e Padovano , ex compagno di squadra di Bergamini . Michele Padovano a una precisa domanda che gli viene posta da Carlo , esce fuori dai gangheri e decide di troncare la conversazione .
Da quest'ultimo episodio ho capito che si trattava di qualcosa di scottante .
Oggi inizia una nuova fase e non tarderanno ad arrivare altre novità , la famiglia Bergamini merita di essere risarcita per la perdita di Denis , la verità si sta avvicinando e presto verrà fatta luce su questo caso . Io ci spero vivamente poiché leggendo i vari siti i giornali e il libro di Carlo Petrini sono venuto a conoscenza di qualcosa che fa veramente male .
Cari Domizio e Donata i vostri sforzi saranno ripagati e verrà dato un volto a coloro che vi hanno tolto l'amore di una persona cara.
Ormai ne parlano in tv, in radio , su internet ; ho criticato in passato Facebook ma è anche grazie al social network di Mark Zuckerberg che è stato possibile muovere qualcosa nella coscienza delle persone . È un peccato che Carlo Petrini se ne sia andato lo scorso anno , oggi sarebbe il caso di ringraziarlo per quello splendido testo che pubblicò 12 anni fa . Io ne ho una copia e lo conservo gelosamente .
lunedì 13 maggio 2013
Ascensore per il paradiso
Alcuni anni fa prima della sua scomparsa , Pantani rilasciò una intervista dichiarando che amava andare forte in salita per accorciare la sua agonia .
Mi viene spesso in mente questa affermazione mentre corro poiché anche io come Marco amo le salite , abito in collina e la maggior parte delle volte mi tocca affrontare un bel tratto di scalata per rientrare a casa .
Sembra strano ma quando iniziai a correre di nuovo aggredii non un tratto pianeggiante . Troppo facile viaggiare sul velluto , meglio ascoltare il suono del vento in una strada che sale .
Il pirata ogni volta che scalava le montagne del giro gettava via ogni orpello come bandana occhiali , voleva arrivare " nudo " alla meta probabilmente perché riteneva questi oggetti fastidiosi per affrontare la sofferenza , a differenza di lui io giro il mio cappello e abbasso lo sguardo , quello è il mio segnale di attacco per aggredire la strada che sale .
Quando andavo al mare era un problema correre , a Pesaro non ci sono salite lungo via Trieste e questo mi rendeva perplesso , mi sentivo un po' fuori dai miei schemi ; sapevo che al termine della vacanza sarei tornato verso le mie amate colline e la strada mi avrebbe regalato quel soffio di vento in viso .
Ho una idea in testa e presto la metterò in pratica : niente orologio solo occhiali bandana pantaloncini maglietta calzini e scarpe , una corsa senza limiti di tempo in mezzo alla natura e con il vento che soffia in salita . Una bolina da corridore .
Prossimamente parlerò di un'altra mia passione , la vela , io che non amo il mare impazzisco per le strambate i boma e i match race. Seguo la coppa America dal 1983 quando per la prima volta la brocca lasciò Newport .
Mi viene spesso in mente questa affermazione mentre corro poiché anche io come Marco amo le salite , abito in collina e la maggior parte delle volte mi tocca affrontare un bel tratto di scalata per rientrare a casa .
Sembra strano ma quando iniziai a correre di nuovo aggredii non un tratto pianeggiante . Troppo facile viaggiare sul velluto , meglio ascoltare il suono del vento in una strada che sale .
Il pirata ogni volta che scalava le montagne del giro gettava via ogni orpello come bandana occhiali , voleva arrivare " nudo " alla meta probabilmente perché riteneva questi oggetti fastidiosi per affrontare la sofferenza , a differenza di lui io giro il mio cappello e abbasso lo sguardo , quello è il mio segnale di attacco per aggredire la strada che sale .
Quando andavo al mare era un problema correre , a Pesaro non ci sono salite lungo via Trieste e questo mi rendeva perplesso , mi sentivo un po' fuori dai miei schemi ; sapevo che al termine della vacanza sarei tornato verso le mie amate colline e la strada mi avrebbe regalato quel soffio di vento in viso .
Ho una idea in testa e presto la metterò in pratica : niente orologio solo occhiali bandana pantaloncini maglietta calzini e scarpe , una corsa senza limiti di tempo in mezzo alla natura e con il vento che soffia in salita . Una bolina da corridore .
Prossimamente parlerò di un'altra mia passione , la vela , io che non amo il mare impazzisco per le strambate i boma e i match race. Seguo la coppa America dal 1983 quando per la prima volta la brocca lasciò Newport .
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