lunedì 12 gennaio 2015

IL,SELFIE CON I TIFOSI .

Location : stadio olimpico di Roma , evento del giorno il derby capitolino.
Risultato finale 2-2 , il gol del pareggio definitivo lo segna Francesco Totti con un gesto  da cineteca e l'esultanza è da tramandare ai posteri .
Il capitano della squadra giallorossa si fa dare il suo iPhone da un amico dietro la porta della Lazio che nella ripresa occupa la metà campo con alle spalle la curva Sud , cuore del tifo della Lupa, salta i cartelloni pubblicitari , accende lo smartphone , prepara la fotocamera anteriore e si scatta un selfie mentre alle sue spalle gli spettatori esultano per il pareggio raggiunto .
Francesco Totti è un grande comunicatore , durante i derby ha spesso indossato magliette celebrative seppur talvolta non certo di buon gusto, in altre occasioni ha esultato in maniera più composta ma ha sempre lanciato messaggi ben precisi a chi lo stesse osservando come in un celebre 4-0 alla Juve nella stagione 2003/04.
A 38 anni compiuti da pochi mesi ha l'entusiasmo di un ragazzino e la classe intatta .
È l'ultima bandiera del nostro calcio , non ha mai abbandonato la capitale per giocare altrove ( di offerte per strapparlo ai colori giallorossi ne sono arrivate anni fa) , ieri ha voluto dare una immagine meravigliosa del suo mondo , lui e i suoi tifosi esultanti anche per un pareggio .
Un selfie bellissimo , uno spot per il calcio italiano .
Ciascuno di noi può avere una idea più o meno positiva sul capitano della Roma , io lo rispetto perché giovatori come lui ne nascono ogni 40 anni .
La generazione degli anni 70 ne ha sfornati tanti di campioni , una rappresentanza di questi ha conquistato nel 2006 la coppa del Mondo.
Di quella squadra il numero 10 era Francesco Totti , romano di porta Metronia colui che ha rinfrescato la memoria a tutti di come si calciano i rigori alla Panenka .

domenica 11 gennaio 2015

VOGLIA DI PACE .

Una marcia "repubblicana", una marea umana "senza precedenti" è scesa nella vie di Parigi e della Francia. Per dire no al terrore, all'integralismo, all'intolleranza. Immagine storica per Francois Hollande e i leader europei e non solo che hanno marciato - per una volta uniti - al suo fianco. Tra questi Netanyahu e Abu Mazen. 
I familiari e i colleghi dei giornalisti trucidati a Charlie Hebdo mercoledì sono stati idealmente abbracciati da milioni di presenti, l'abbraccio lunghissimo del presidente a Patrick Pelloux, collaboratore storico del periodico satirico che dalla redazione devastata ha telefonato per primo al presidente. L'immagine più storica, il leader palestinese e quello israeliano uniti, applauditi insieme, fianco a fianco. Quella più inattesa, la carezza di Angela Merkel a Hollande, all'arrivo della cancelliera all'Eliseo.

I leader politici sono stati applauditi dalla gente alle finestre, per una volta non li ha accolti l'indifferenza e la contestazione. Applausi non scontati, ma voluti e convinti, per le forze dell'ordine duramente colpite dal terrore: anche per poliziotti e gendarmi non sarà facile dimenticare l'omaggio mentre passavano in fila, vestiti con le loro tute nere da assalto, in mezzo a due ali di folla, di ragazzi, studenti, gente qualunque che batteva le mani. 

Parigi "è la capitale del mondo", ha detto il presidente Hollande. Con la decisione di uscire di casa e lasciarsi la paura alle spalle, la Francia si apprestava "ad andare verso tutto quello che c'è di migliore", ha aggiunto.

Accanto a Matteo Renzi, David Cameron, Angela Merkel - in tutto 44 i capi di Stato e di governo presenti alla marcia - Hollande ha guidato l'inedita sfilata fra uno schieramento di forze di sicurezza senza precedenti. Hanno fatto qualche centinaio di metri a piedi insieme, alcuni mano nella mano, altri salutando chi applaudiva dalle finestre, un percorso altamente simbolico, un omaggio che la Francia ha saputo organizzare in 48 ore, garantendo sicurezza ed efficacia. 

L'abbraccio con i familiari delle 17 vittime del terrore della settimana più nera della Francia è stato lunghissimo, poi Hollande ha congedato i colleghi leader che sono rientrati all'Eliseo nei bus blindati e ha continuato in direzione di place de la Nation per oltre mezz'ora.

Fino a sera inoltrata la gente ha continuato ad affluire, tanto che il ministero dell'Interno ha ammesso di non avere precedenti per poter quantificare i partecipanti. A Lione erano oltre 300mila, una marea a Marsiglia, a Tolosa, a Lille e in mille altre città. Le Monde in serata stimava quattro milioni di persone nelle piazze di tutta la Francia.

A fine giornata, altro momento di grande significato alla Grande sinagoga di Parigi, dove Hollande ha accolto Netanyahu. I due, insieme, hanno assistito alla cerimonia in memoria dei 17 caduti del terrore e in particolare dei 4 ebrei assassinati nel supermercato kosher di Vincennes. 

Scorrono, alla fine di questa giornata che riscatta la settimana più oscura, le immagini che fanno la storia: i leader sottobraccio, che guidano il corteo, Hollande stretto alla Merkel alla sua sinistra e - alla sua destra - Ibrahim Boubacar Keita, presidente del Mali. Il Paese africano dal quale arrivava un altro protagonista di questa settimana di orrore ed eroe di tutti, presente alla marcia: Lassana Bathily, il musulmano che ha salvato la vita di diversi clienti nel supermercato kosher nascondendoli nelle celle frigorifere del sotterraneo. Per lui, per i poliziotti e i gendarmi, per i familiari delle vittime, per i politici, gli stessi applausi e, per un giorno, lo stesso rispetto.

(Fonte : tgcom24.it) 

sabato 10 gennaio 2015

OCEANO APPARENTEMENTE LONTANO .

Parlarne fa così piacere che è una malattia molto complessa da debellare .
La corsa ormai fa parte del mio quotidiano , il disquisirne è una necessità da espletare non appena ci sono i presupposti .
Mi capita frequentemente di conoscere persone che indossano le scarpe per percorrere da sole o in compagnia alcuni chilometri .
Ho sempre pensato che non è importante la distanza , ma uscire di casa e gustarsi l'odore dell'aria nelle narici.
Anche la camminata veloce aiuta perché puoi staccare dalla routine che ogni giorno ti opprime , ci sono studi in merito e un tentativo va sempre effettuato .
Sia nella corsa che nella camminata sfidi te stesso in primis , capisci che seppur in possesso di limiti questi rappresentano solo una illusione a patto che non siano bloccanti .
La volta che scendi in strada con quelle scarpe però entri in una dimensione molto particolare , quasi una esperienza mistica dove ti riconcili con te stesso .
Per chi mi chiede come ci si avvicina a questo mondo dico solo una cosa : nella corsa non esistono esperimenti , se ci entri cambierai anche se non te ne accorgerai , il tempo ti darà segnali e tu a quel punto non potrai più farne a meno , inizierai a esplorare un oceano lontano apparentemente .

venerdì 9 gennaio 2015

AYAAN VA A TESTA ALTA .

Ecco le parole della scrittrice somala naturalizzata olandese Ayaan Hirsi Ali dopo la strage di Parigi :
Dopo la carneficina di mercoledì, forse l’Occidente metterà finalmente da parte le tante scuse artificiose impiegate finora per negare ogni nesso tra violenza e Islam radicale. 

Questo non è stato un attacco sferrato da uno squilibrato, da un lupo solitario. Non è stata un’aggressione per mano di delinquenti qualunque. Era stata programmata per fare più morti possibile, durante una riunione di redazione, con armi automatiche e un piano di fuga. Gli assassini volevano seminare il terrore, e ci sono riusciti. Ma di cosa ci sorprendiamo? Se c’è una lezione da imparare, è che tutto ciò che noi crediamo dell’Islam non ha alcun peso. Questo tipo di violenza, la jihad, rappresenta quello in cui credono gli islamisti. Il Corano è disseminato di appelli alla jihad violenta, ma non solo. In troppa parte dell’Islam, la jihad si è evoluta in un’ideologia moderna. La «bibbia» del jihadista del ventesimo secolo è «Il concetto coranico della guerra», scritto dal generale pakistano S.K. Malik. 

Nella sua analisi l’anima umana - e non il campo di battaglia fisico - rappresenta il centro dove portare il conflitto. E il modo migliore di colpire l’anima è attraverso il terrore, «il punto in cui il mezzo e il fine si ricongiungono». Ogni volta che giustifichiamo la loro violenza in nome della religione, ci pieghiamo alle loro richieste. Nell’Islam, è un grave peccato rappresentare o denigrare il profeta Maometto. I musulmani sono liberi di crederci, ma perché devono imporlo ad altri? L’Islam, con i suoi 1.400 anni di storia e un miliardo e mezzo di fedeli, dovrebbe riuscire a tollerare qualche vignetta. L’Occidente deve costringere i musulmani, specie quelli della diaspora, a rispondere a questa domanda: che cosa è più offensivo per un credente, l’uccisione, la tortura, la schiavitù, la lotta armata e gli attacchi terroristici in nome di Maometto, o la produzione di disegni, film e libri che si fanno beffe degli estremisti e della loro visione di ciò che Maometto rappresenta? 
Per rispondere a Malik, la nostra anima in Occidente crede nella libertà di coscienza e parola. Sono le libertà che formano l’anima della nostra civiltà. Ed è proprio in questo che gli islamisti ci hanno attaccato. Tutto dipende da come reagiremo. Se ci convinciamo di combattere contro un manipolo di pazzi criminali, non saremo in grado di fornire risposte. Dobbiamo riconoscere che gli islamisti di oggi sono motivati da un’ideologia politica, radicata nella dottrina fondante dell’Islam. Sarebbe un notevole cambiamento di rotta per l’Occidente, che troppo spesso ha reagito alla violenza jihadista con tentativi di conciliazione. Cerchiamo di blandire i capi di governo islamici che premono per costringerci a censurare stampa, università, libri di storia, programmi scolastici. Loro alzano la voce, e noi obbediamo. In cambio cosa otteniamo? I kalashnikov nel cuore di Parigi. Più ci sforziamo di attenuare, placare, conciliare, più ci autocensuriamo, più il nemico si fa audace ed esigente. 

C’è una sola risposta a questo vergognoso attacco jihadista contro Charlie Hebdo : l’obbligo di media e leader occidentali, religiosi e laici, di proteggere i diritti elementari di libertà di espressione, che sia la satira o altro. L’Occidente non deve più inchinarsi, non deve più tacere. Dobbiamo inviare ai terroristi un messaggio univoco: la vostra violenza non riuscirà a distruggere la nostra anima. 
( fonte : corriere.it) 

Nel frattempo i miliziani di Boko Haram hanno colpito di nuovo in Nigeria , si parla di 2000 vittime in 16 villaggi presso la città di Baga .
Questa è una jihad globale e non sembra fermarsi dato che si parla di minacce anche al Camerun .
La Nigeria è uno dei pochi stati ricchi dell'Africa e  questo spiega certi movimenti di Shekau. 

giovedì 8 gennaio 2015

NON SIAMO IN PACE .

Tempo fa Papa Francesco parló di guerra mondiale in atto seppur in maniera molto spezzettata . Me la ricordo ancora quella occasione perché usó parole decise e senza troppo girarci intorno , la voce era però ferma e determinata affinché ciacuno di noi avesse una chiara idea di cosa stava accadendo .
Dopo l'attentato terroristico di Parigi presso la sede del giornale satirico Charlie Hebdo credo che ogni dubbio sia stato spazzato via .
Il 7 gennaio 2015 è molto più spartiacque del celebre 11 settembre 2001, eppure anni fa certi segnali ci erano giunti grazie anche alla penna di Oriana Fallaci la quale non si era risparmiata per metterci in guardia in merito ad argomenti scottanti .
Qui sotto c'è un link in merito alle parole della scrittrice , se le leggete alla luce dei fatti di Parigi i polsi tremano .
https://www.facebook.com/alessandro.chiari.376/posts/1596249360598084

martedì 6 gennaio 2015

QUANDO.

Ho sempre adorato i films di Massimo Troisi, un po' perché lanciavano messaggi ben precisi , un po' perché erano dolci e amari allo stesso tempo .
Nel 1991 ebbi la fortuna di assistere alla visione di "PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN CALESSE", la pellicola volgeva al termine quando ascoltai un pezzo bellissimo , venni folgorato da quella melodia tanto che attesi la fine dei titoli di coda perché ignorantemente non conoscevo ne l'autore ne il titolo .
Quel pezzo era "QUANDO" di PINO DANIELE .
Non essendo un grande amante della musica italiana ( con poche eccezioni ) feci uno strappo e mi inchinai di fronte a un capolavoro del genere , non era qualcosa di commerciale , si percepiva la profondità dei sentimenti, ma allo stesso tempo la malinconia e consapevolezza di aver perduto qualcosa .
Mi sono guardato un video su You Tube dove Pino fa ascoltare questo pezzo a Massimo Troisi per la prima volta in una camera d'albergo nella calda estate del 1991.
È stato emozionante rivedere quel dialogo perché la complicità dei due artisti era un pezzo della Napoli più genuina e popolare .
Sia Massimo  erano affetti da problemi cardiaci , sapevano bene a cosa andassero incontro , avevano la consapevolezza che talvolta le loro vite erano appese a un filo .
Con la scomparsa di Pino Daniele ,avvenuta qualche giorno fa , l'Italia  perde una tessera del mosaico musicale , immagino Massimo con Pino in paradiso intenti a parlare in dialetto , entrambi assorti nei loro pensieri ma complici nei silenzi perché non amavano molto parlare .
Per Pino e Massimo la musica e la pellicola ne esprimevano il pensiero .

lunedì 5 gennaio 2015

BRIC ROTTO .

Non appena leggo di queste storie mi chiedo dove sia la civiltà , siamo nel 2015 oppure nel medioevo? Si parla spesso di discriminazione e l'India ci induce a riflessioni assai profonde soprattutto in relazione alle donne .
Se analizzo  quel paese mi rendo conto di quanta arretratezza sia presente dietro il desiderio di evolvere da un punto di vista industriale date le varie discrepanze tra i vari ceti sociali e l'assenza delle infrastrutture .
Fino a poco tempo fa si parlava di Bric , ebbene quel termine lo ritengo obsoleto e fuori luogo poiché solo la Cina da sempre forti segnali sulla propria crescita nella politica economica intenzionale , ma sul tema dei diritti umani preferisco stendere un velo pietoso poiché le notizie che ci arrivano non sono confortanti e dato che intrattiene da sempre rapporti controversi con il governo della Nordcoreano .
La Russia sta sempre più perdendo terreno a causa della debolezza del rublo e a causa del prolungarsi della crisi petrolifera .
Putin sta cercando di intensificare il controllo sul Baltico puntando sulle Isole Aland .
Sul Brasile invece ci sarebbe da parlare del Pil che stenta a crescere e dell'alta inflazione che sta lentamente colpendo il paese .
I mondiali di calcio non sono serviti per dare una migliore immagine e la ricetta della presidentessa stenta a decollare a causa di scarsi investimenti industriali .
Vi riporto questa notizia ( fonte :tgcom24.it) di cui parlavo all'inizio del post , leggete bene perché si tratta di qualcosa di sconcertante :
Punirne una per educarne cento. Per aver tradito il marito ed essere scappata con un altro uomo, una donna indiana è stata umiliata pubblicamente affinché fosse da esempio per tutte le donne che pensassero di agire nello stesso modo. Il consiglio degli anziani del piccolo villaggio di Wardha, nella provincia del Predesh, dove viveva la donna, ha sentenziato che la moglie fedifraga fosse picchiata, rasata e costretta ad allattare l'amante in pubblico.
La donna, 24enne madre di due figli, si era innamorata di Kamlesh, un ragazzo di quattro anni più giovane. I due hanno deciso di fuggire insieme qualche giorno prima di Capodanno, nella provincia di Gujarat. Il marito della donna è andato su tutte le furie per il tradimento e si è messo sulle tracce della moglie.

Dopo due giorni di ricerche, ha ritrovato i due amanti e li ha trascinati davanti al consiglio degli anziani del villaggio perché fossero puniti per il terribile affronto che gli avevano fatto subire. Gli anziani hanno emesso la brutale sentenza, nonostante lo stesso marito giudicasse la punizione troppo severa.

La donna e il giovane sono stati picchiati in strada dalla folla, denudati e rasati, una pratica comunemente utilizzata per umiliare qualcuno. Dopo il pestaggio, la donna ha dovuto allattare il suo amante in pubblico.

La vittima ha raccontato tutti i particolari dell'aggressione alle forze dell'ordine. Come riporta l'Hindustan Times, Il capo della polizia Akhilesh Jha ha dichiarato che undici persone sono state denunciate e che la polizia sta ancora indagando per individuare tutti i colpevoli. Gli agenti ipotizzano che gli anziani abbiano ordinato soltanto una parte della punizione, che poi è sfuggita di mano quando un gruppo di uomini nella folla ha preteso un trattamento esemplare e umiliante nei confronti degli amanti.