domenica 17 giugno 2018

HANNO STECCATO

Anche il Brasile così come la Germania e l’Argentina inizia con il piede sbagliato la rassegna mondiale e c’è un comune denominatore : i loro giocatori migliori girano a vuoto .
Forse l’unico con un po’ più di verve è Neymar ma contro gli svizzeri non ha mai punto a dovere , per quanto riguarda Messi invece si sta rasentando un dramma sportivo .  Il giocatore del Barcellona ha fallito un rigore e non ha dato ulteriori cenni di agonismo , si è visto marcato stretto , non ha avuto nessuna tregua. È palese come in un contesto differente dal Barcellona mostri dei limiti caratteriali , sembra spaesato e pecca di brillantezza .
 I tedeschi nonostante un buon secondo tempo non sono riusciti a recuperare contro i Messicani e si sono visti limiti fisici e mentali , il 17 giugno è indigesto per loro , 48 anni fa nella partita del secolo uscirono sconfitti dopo 30 minuti di supplementari indimenticabili .
Li castigò Rivera dopo che aveva compiuto una sciocchezza enorme sul gol del 3-3 di Müller , era caldo , Bonisegna fuggi sulla fascia non si sa con quali forze residue e la mise al centro , da lì in poi siamo divenuti il loro spauracchio .
Ci hanno perso pure una finale mondiale in quello stadio dopo 16 anni , quando vedono bianco rosso e verde si irrigidiscono .
Si preannunciano giorni importanti per queste tre nazionali favorite , si deve guardare oltre e dimenticare l’esordio .

sabato 16 giugno 2018

COMANDA LUI

I suoi guai con fisco li ha risolti patteggiando poche ore prima che iniziasse la partita tra Spagna e Portogallo , non andrà in carcere poiché non ha precedenti , resta una macchia ulteriore da un punto di vista personale dopo le note vicende legate ai figli , Cristiano Ronaldo però quando si infila la maglia di calciatore mostra di valere l’intero prezzo del biglietto pagato dagli spettatori .
Il portoghese esordisce al mondiale in Russia con una tripletta rifilata alla Spagna , è stato un 3-3 pirotecnico costellato anche da alcuni scivoloni dei protagonisti in campo ( la papera di De Gea e gli errori sotto porta da entrambe le parti ) .
Diego Costa e Nacho hanno contribuito a tenere vive le speranze di vittoria fino a 4 minuti dalla fine poi il portoghese ha dato l’ennesima lezione su come si calciano le punizioni con conseguente pareggio definitivo .
È inutile girarci intorno , Ronaldo ha i numeri per essere devastante in questa manifestazione , è l’uomo faro della sua nazionale.
La partita è stata ben giocata da entrambe le compagini , ma la scena è tutta per l’uomo di Madeira che atterra con prepotenza nel mondiale come un extraterrestre del pallone .
E se fosse una riedizione di Messico 86 quando accadde qualcosa di simile e il protagonista fu un certo Diego Maradona ?

giovedì 14 giugno 2018

SGRETOLATE DALLA COSTANZA

Sono tornato ad allenarmi con un altro spirito rispetto a quindici giorni fa , nonostante la brevità delle prossime gare la mente è rivola a quel tracciato e se mi mettessero ad un bivio non avrei alcun dubbio, sceglierei di andare a Faenza .
È normale che un maratoneta abbia come punto di riferimento New York per tanti motivi , ma onestamente ho altri obiettivi .
Andrei oltreoceano , sfrutterei le 8 ore a disposizione nella Grande Mela e visionerei la bellezza del posto , ma contemporaneamente sarebbe un allenamento in prospettiva di una 100 km che va preparata con molto anticipo.
Tre anni fa pensavo in maniera differente circa un futuro da ultramaratoneta , avevo sulle spalle due sole lunghe  distanze  , ero acerbo , contemporaneamente sognavo spazi ancora più ampi , addirittura indefiniti .
Venivo guardato da alcuni come uno che si era montato la testa ma si sbagliavano, facevo fatica ad essere parte di un segmento , l’idea di mutazione non si placava , essa raggiunse l’apice in una gara dove mi presentai vestito in un certo modo proprio per ribellione , mi scattarono una foto con le mani sulle orecchie che conservo gelosamente e il messaggio era passato .
Per dimostrare la bontà del mio teorema serviva qualcosa che facesse venire i brividi , ripensai alle parole di una amica e da lì in poi il balzo prese consistenza con sempre maggior vigore .
Indossai una maglia diversa dalla prima , incontrai altra gente che potesse darmi consigli su come realizzare il progetto , si aprirono altri orizzonti .
Tornerò a Poggibonsi con un altro spirito , ho cucito addosso quel vestito che nessuno potrà mai strappare , i fatti mi hanno dato ragione , se perseveri presto o tardi ti leverai le soddisfazioni , il cronometro ha invece un valore effimero soprattutto in un viaggio .
Ho vinto la mia sfida patendo , sono libero e su quella maglia potrei scriverci un numero a 3 cifre conquistato con tanto sudore .
Addio imposizioni , la mia costanza vi ha sgretolato .

martedì 12 giugno 2018

UN MINIMO DI SERENITÀ A CASA

Riguardo quelle foto con la barba lunga , la faccia era poco sorridente e la malinconia faceva sempre più spesso capolino , ero nel disagio più totale .
Quando rientravo il venerdì sera a casa non vedevo l’ora che arrivasse il lunedì , il periodo delle ferie estive ad agosto era un incubo , fremevo dal desiderio di usare il primo giorno utile per poter di nuovo fuggire da quella “prigione” , il lavoro era diventato la valvola di sfogo assieme al podismo .
Ho intenzione di rifarmi una vita lontano da quello stereotipo usato troppo a lungo , lentamente rimetterò a posto la casa , la renderò decorosa .
Ieri sera ero finalmente seduto sul divano nel silenzio , ho acceso la TV prima di dormire ed è stata una piacevole riscoperta .
Voglio darmi un tono , alle pareti di casa appenderò quadri e foto , le terrazze non debbono essere vuote , comprerò delle piante e le curerò .
Mi è mancata a lungo la normalità in 19 anni , la domenica talvolta andrò a mangiare da babbo e mamma , vivrò in sobrietà , è giunto il momento di godersi il fiume con delle belle passeggiate , lascio scivolare le chiacchiere altrui , guardo diritto e non mi volto indietro .
È la prima estate con un minimo di serenità . 

domenica 10 giugno 2018

ORA SERVE RIPOSO

I limiti esistono e quando si palesano vanno accettati , non sono sconfitte , anzi rappresentano un arricchimento per il futuro , a 3000 metri dall’arrivo del Chianti Trail sulla distanza più corta dei 13 chilometri la colite mi ha devastato il fianco sinistro .
Era praticamente impossibile correre , appena accennavo un passo più veloce il dolore aumentava , ho deciso perciò di camminare su quelle rampe .
Sono giunto ultimo ma non ho smesso di sorridere , è  la cura più corretta per i momenti difficili .
All’arrivo mi sono fiondato al bagno per ovvi motivi , poi ho ritirato la borsa e da lì in avanti ho incontrato tanti volti noti , tutti mi hanno fatto i complimenti per la 100 chilometri  , non sono abituato a questo , in contemporanea ho capito di aver spedito un messaggio assai preciso .
Quella feroce determinazione ormai l’ho impressa addosso , è un marchio indelebile che mi hanno trasmesso due persone meravigliose .
Il primo mi ha preso sotto la sua ala protettrice e mi ha donato un quadernetto ricco di appunti , ieri gli ho mostrato l’ennesimo frutto del nostro lavoro , quello scaldacollo unito ad un abbraccio fortissimo sono la dimostrazione di come sia salda una amicizia nata per caso e divenuta riferimentkin questa nuova vita .
Con il secondo invece è sufficiente uno sguardo , dal suo lavoro ho tratto l’ultimo ingrediente per dare la spallata definitiva ai dubbi , la sua voce ferma unita ad una concentrazione micidiale me li ha trasmessi indelebilmente .
Per i prossimi mesi non andrò molto lontano , mi concentrerò su distanze brevi e riposerò , sono stati 150 giorni duri ma se penso agli amici di cui mi sono circondato ogni stanchezza si attenua .
Grazie ragazzi , ho trovato la serenità e i fatti sono evidenti . 

sabato 9 giugno 2018

IL TEMPO NON CONTA

“Mi sono immaginato come il primo uomo che ha messo piede sulla Luna , sapeva che sarebbe durato poco , in ogni caso é stato da brividi “ , queste sono le parole pronunciate da un podista intervistato ieri sera a cena dopo una gara in notturna relativamente alle sensazioni provate nel valicare il muro dei 100 chilometri e spingersi fino a 125 .
Ero in religioso silenzio mentre ascoltavo, il suo racconto tracimava una umiltà unita alla sana passione che è tipica di coloro i quali amano le lunghe distanze ossia dai 42 chilometri in su .
Non ha mai parlato del tempo cronometrico occorso per giungere al traguardo , è stato un segnale preciso di come sia rispettoso , ho apprezzato molto questo suo atteggiamento , infatti ho rivisto le convinzioni su cui ho costruito gli arrivi nelle ultramaratone.
Come al solito conta l’approccio mentale che è lo specchio dell’anima del podista , nel momento in cui scatta la molla di voler aumentare il chilometraggio bisogna confrontarsi ancora più frequentemente con i propri limiti. È una ulteriore forma di rispetto per la distanza che vuole vederti in faccia , se si è lenti di gamba bisogna compensare con qualcos’altro , ecco il motivo per cui la testa entra in gioco , non è il fisico che ha necessità di allenamento .
Si nasce con una mentalità che non ci abbandonerà mai , è lei a dirti quando serve una fermata anche brusca .
L’ho capito con certezza ieri sera ascoltando quell’uomo , sua moglie con un gran sorriso ha sottolineato quanto venisse pronunciato , anche ella un giorno arriverà a 100 chilometri , è determinata e ne sono certo : in quella occasione metterà piede su una luna nuova .

venerdì 8 giugno 2018

LI GUARDERÒ MA SIAMO IMMOBILI

Tra meno di una settimana inizieranno i mondiali di calcio e per la prima volta da quando seguo il pallone non ci saranno gli azzurri .
In relazione alla loro eliminazione se ne è parlato a lungo , è iniziato nel frattempo un nuovo ciclo con Mancini selezionatore , la vivremo da spettatori senza grandi patemi d’animo .
Le favorite sono sempre le stesse , si spera in qualche sorpresa durante la prima fase ma ho tanti dubbi su chi si potrebbe puntare , la più logica soluzione potrebbe essere l’Islanda visto quanto è accaduto agli Europei di due anni fa.
In tutta onestà seguirò con attenzione Uruguay e Danimarca nel loro cammino , ho sempre avuto una predilezione per questi due paesi , uno l’ho visitato 15 anni fa l’altro no viste le ore di aereo necessarie per raggiungere Montevideo .
Sono curioso di vedere giocatori emergenti e non le solite prime donne , ma credo sia una utopia parlarne , vincerà una europea oppure una sudamericana , è già scritto .
28 anni fa fu il turno del nostro paese ospitare la rassegna mondiale , eravamo all’apice della notorietà nel pallone , i tempi sono cambiati , comandano ormai i fondi di investimento , i calciatori sono aziende e conta più l’immagine di un dribbling .
Non si torna più indietro , la direzione presa è inquietante , mentre noi rimaniamo ancorati ad un sistema vetusto altrove si vede un futuro .
Le colpe sono note e come al solito ci si piange addosso pensando all’interesse personale .