Non c'è tempo più per dormire la domenica perché il desiderio di correre è più forte del sonno , c'è una unica incognita legata alle temperature che si sono abbassate notevolmente .
La domanda è lecita : mi alleno per un medio o trovo una gara ?
Il dilemma si pone ma si risolve velocemente : vado in gara ma dove ?
Spulciando nei calendari vedo che una di queste si svolge a Campi Bisenzio , è in pianura , si snoda sui 15 chilometri , il costo è basso e danno un pacco gara alimentare .
Alle 8 sono già sul posto dopo una colazione leggera, mi iscrivo , poi ritiro il pettorale e inizio a scaldarmi .
Alle 9 danno lo Start e si comincia , conosco bene quei luoghi poiché per lavoro lì frequento da tempo , mi scoprendo per una partenza sprint , viaggio forte , ho delle medie sul chilometro che non mi aspettavo , si arriva a metà gara , c'è il ristoro e mi bevo una sorsata di thè caldo , non potevi chiedere di meglio , riparto con slancio , dopo 10 chilometri guardo il cronometro , sono sbalordito per come sto reggendo il confronto , si sale ancora , arrivato ai 12 decido di andare in controllo seppur mi senta benissimo , mi risparmio per la prossima settimana e gli ultimi 3000 metri li faccio con un ritmo più blando .
Dopo l'ultima Maratona ho la testa più libera, mi sono cimentato nelle ripetute perciò ho tanta benzina addosso , la gara termina , guardo per la seconda volta il cronometro , spalanco bene gli occhi sui cristalli liquidi .
È venuto fuori un tempo che neppure nei miei sogni più ottimisti avrei pensato , la media calcolata è un qualcosa di anomalo per il mio standard , ma i dati sono incontrovertibili .
Per la prima volta rifletto sulla possibilità di chiudere una mezza maratona in 100 minuti se faccio le dovute proporzioni e proiezioni , non oso pensare alla distanza Regina poiché si tratterebbe di stare sotto le 4 ore .
Mi sento in stato di shock , in contemporanea ripenso agli allenamenti svolti , la molla è scattata perciò va saputa usare con criterio .
Mi attende una settimana di scarico , la userò come momento di riflessione . Alla 32 km di fine febbraio mancano 2 lunghi lenti ma ho dato sfogo al mio desiderio di poter indossare l'abito che stavo confezionando da un bel po' .
Ritorno a sperimentare perché non voglio figurette , il meccanismo va trattato con cura , si parte con la CS e si fa stretching costantemente .
Lo ammetto : ho imparato ma devo sapere controllare , in questo modo mi toglierò altre soddisfazioni.
Nel frattempo mi godo il pacco gara alimentare e il sole , mi ci vorrebbe un'altra cosa ma mi sono rassegnato , uscendo dal campo di gara oggi ho abbassato la testa per non incrociare sguardi di quel genere . Mi fanno troppo male e preferisco gettarmi sul lavoro continuando a pregare così allevio il dolore .
domenica 17 gennaio 2016
sabato 16 gennaio 2016
I PIEDI DI SAMIR
Il primo pomeriggio del sabato scorre senza sussulti , ho appena terminato di pranzare , preparo un caffè e poi mi immergerò nella lettura dei quotidiani .
Mi accorgo che oggi alle 15 c'è un anticipo di una partita di Serie A , a Bergamo si sfidano l'Atalanta di Reja e l'Inter di Mancini, si presenta l'occasione migliore per godersi il divano in pace .
Una volta sistemata la cucina mi metto davanti alla TV, per un attimo ero tentato dal godermela per radio poiché il fascino dell'etere non conosce usura ma poi ho preferito le immagini dello schermo .
Il primo tempo vede un sostanziale equilibrio tra le due squadre seppur gli orobici mostrino qualcosa in più dei nerazzurri , ben 2 autoreti mandano le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 1-1 .
Tra le fila della squadra di Reja si segnala il giovane Monachello in attacco , è uno dei nuovi prodotti del vivaio bergamasco che ancora una volta si dimostra una fucina formidabile .
La ripresa si svolge sulla falsariga della prima frazione ma l'Atalanta mostra più fame dei nerazzurri, poi nel giro di pochi minuti assisto basito a due episodi che vedono protagonista il portiere dell'Inter .
Sul primo episodio ha un riflesso eccezionale e spedisce in angolo un colpo di testa ravvicinato , successivamente arriva la parata che mi fa sobbalzare dal divano .
La difesa dell'Inter viene bucata da una grandissima azione degli orobici , tra l'attaccante e il gol resta solo Handanovic il quale nega il 2-1 alla squadra di casa con un intervento che solo a descriverlo mi vengono i brividi : toglie la palla dalla rete in volo con una parata di piedi , praticamente una mossa di Arti Marziali .
Il telecronista ha un sussulto ,paragona quell'intervento a un qualcosa che si vede solo nei cartoni animati , cita Holly e Benji . Infatti in un episodio di quella fortunata serie il portiere della Muppet Warner fece qualcosa del genere , ma si trattava di finzione , qui invece l'azione si svolge tridimensionalmente perciò l'effetto è pauroso .
Siccome però sono pure io un romantico del gioco del pallone tiro fuori dai miei ricordi un portiere degli anni 80 che negava i gol spesso con i piedi , trattasi di Garella il quale ebbe la fortuna di vincere lo scudetto a Verona e a Napoli .
Ho fatto bene guardarmi questa partita , per alcuni istanti ho dimenticato che il calcio è ormai solo un enorme business , si guarda più alle plusvalenze e agli ingaggi che alla bellezza del gioco .
Per fortuna il talento degli interpreti esiste sempre e Handanovic oggi si è dimostrato alla pari di un attaccante ,è stato decisivo nel difendere il pareggio , in fondo basta pochissimo per amare un pallone che ruzzola sul prato verde .
Mi accorgo che oggi alle 15 c'è un anticipo di una partita di Serie A , a Bergamo si sfidano l'Atalanta di Reja e l'Inter di Mancini, si presenta l'occasione migliore per godersi il divano in pace .
Una volta sistemata la cucina mi metto davanti alla TV, per un attimo ero tentato dal godermela per radio poiché il fascino dell'etere non conosce usura ma poi ho preferito le immagini dello schermo .
Il primo tempo vede un sostanziale equilibrio tra le due squadre seppur gli orobici mostrino qualcosa in più dei nerazzurri , ben 2 autoreti mandano le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 1-1 .
Tra le fila della squadra di Reja si segnala il giovane Monachello in attacco , è uno dei nuovi prodotti del vivaio bergamasco che ancora una volta si dimostra una fucina formidabile .
La ripresa si svolge sulla falsariga della prima frazione ma l'Atalanta mostra più fame dei nerazzurri, poi nel giro di pochi minuti assisto basito a due episodi che vedono protagonista il portiere dell'Inter .
Sul primo episodio ha un riflesso eccezionale e spedisce in angolo un colpo di testa ravvicinato , successivamente arriva la parata che mi fa sobbalzare dal divano .
La difesa dell'Inter viene bucata da una grandissima azione degli orobici , tra l'attaccante e il gol resta solo Handanovic il quale nega il 2-1 alla squadra di casa con un intervento che solo a descriverlo mi vengono i brividi : toglie la palla dalla rete in volo con una parata di piedi , praticamente una mossa di Arti Marziali .
Il telecronista ha un sussulto ,paragona quell'intervento a un qualcosa che si vede solo nei cartoni animati , cita Holly e Benji . Infatti in un episodio di quella fortunata serie il portiere della Muppet Warner fece qualcosa del genere , ma si trattava di finzione , qui invece l'azione si svolge tridimensionalmente perciò l'effetto è pauroso .
Siccome però sono pure io un romantico del gioco del pallone tiro fuori dai miei ricordi un portiere degli anni 80 che negava i gol spesso con i piedi , trattasi di Garella il quale ebbe la fortuna di vincere lo scudetto a Verona e a Napoli .
Ho fatto bene guardarmi questa partita , per alcuni istanti ho dimenticato che il calcio è ormai solo un enorme business , si guarda più alle plusvalenze e agli ingaggi che alla bellezza del gioco .
Per fortuna il talento degli interpreti esiste sempre e Handanovic oggi si è dimostrato alla pari di un attaccante ,è stato decisivo nel difendere il pareggio , in fondo basta pochissimo per amare un pallone che ruzzola sul prato verde .
venerdì 15 gennaio 2016
VIENI A CORRERE DA NOI
" Lo sai che nei dintorni di Pontassieve si svolgeranno prossimamente alcune gare ? Se ti va partecipa , poi pranziamo insieme , ti porto ad assaggiare una specialità in un ristorante e poi rientri nel pomeriggio " così mi dice un cliente in tarda mattinata mentre stiamo scrivendo l'ordine .
Mi metto a sorridere all'idea proposta , so bene che il mio interlocutore è un maratoneta momentaneamente a riposo a causa di problemi a un ginocchio .
Le sue parole sono sincere , quando ci incontriamo chiede spesso come vanno gli allenamenti , passiamo una parte del tempo a discorrere di corse e di pallone .
Fu uno dei primissimi a sapere che avevo conquistato la medaglia di finisher a Firenze nel 2014 , mi scrisse un messaggio molto buffo e allo stesso tempo tenero .
Nel mondo del running esiste una solidarietà sorprendente , sto scoprendo che molti si prodigano nel dare consigli sulle esperienze vissute a chi si avvicina a questo mondo .
È chiara la soggettività ma l'entusiasmo traspirante dalle parole pronunciate è coinvolgente .
Il desiderio di condividere del tempo lungo un circuito fa sembrare tutto più semplice , come se esistesse un codice non scritto dove si palesa l'idea di portare in fondo un progetto .
Ultimamente ho riscoperto le zone intorno casa , ma sono affascinato anche dai luoghi visitati solo per motivi di lavoro , mi piacerebbe gareggiare lì per respirare un'aria diversa , non nego che altri clienti si sono prodigati nello spedirmi volantini per mail di varie corse e li ringrazio ogni volta che mi reco in negozio .
C'è un episodio a cui sono particolarmente legato : prima dell'ultima maratona mi fu spedito proprio da un cliente l'invito a partecipare alla Firenze -Reggello come ultimo lunghissimo di allenamento . Risposi gentilmente che era troppo a ridosso dalla fine della maratona di Lucca e non me la sentivo .
Dopo alcuni giorni ricevo un'altra risposta in cui mi viene chiesto dal cliente di partecipare il prossimo anno perché trattasi di una gara che si svolge in un location magnifica .
Per curiosità mi sono tracciato il percorso su Google e mi sono convinto della bellezza di quella gara .
Lo ammetto : mi piace il mondo delle gare e quello che gravita intorno ad esso . So di essere a mio agio e ogni volta rimpiango di non avere iniziato prima .
Mi metto a sorridere all'idea proposta , so bene che il mio interlocutore è un maratoneta momentaneamente a riposo a causa di problemi a un ginocchio .
Le sue parole sono sincere , quando ci incontriamo chiede spesso come vanno gli allenamenti , passiamo una parte del tempo a discorrere di corse e di pallone .
Fu uno dei primissimi a sapere che avevo conquistato la medaglia di finisher a Firenze nel 2014 , mi scrisse un messaggio molto buffo e allo stesso tempo tenero .
Nel mondo del running esiste una solidarietà sorprendente , sto scoprendo che molti si prodigano nel dare consigli sulle esperienze vissute a chi si avvicina a questo mondo .
È chiara la soggettività ma l'entusiasmo traspirante dalle parole pronunciate è coinvolgente .
Il desiderio di condividere del tempo lungo un circuito fa sembrare tutto più semplice , come se esistesse un codice non scritto dove si palesa l'idea di portare in fondo un progetto .
Ultimamente ho riscoperto le zone intorno casa , ma sono affascinato anche dai luoghi visitati solo per motivi di lavoro , mi piacerebbe gareggiare lì per respirare un'aria diversa , non nego che altri clienti si sono prodigati nello spedirmi volantini per mail di varie corse e li ringrazio ogni volta che mi reco in negozio .
C'è un episodio a cui sono particolarmente legato : prima dell'ultima maratona mi fu spedito proprio da un cliente l'invito a partecipare alla Firenze -Reggello come ultimo lunghissimo di allenamento . Risposi gentilmente che era troppo a ridosso dalla fine della maratona di Lucca e non me la sentivo .
Dopo alcuni giorni ricevo un'altra risposta in cui mi viene chiesto dal cliente di partecipare il prossimo anno perché trattasi di una gara che si svolge in un location magnifica .
Per curiosità mi sono tracciato il percorso su Google e mi sono convinto della bellezza di quella gara .
Lo ammetto : mi piace il mondo delle gare e quello che gravita intorno ad esso . So di essere a mio agio e ogni volta rimpiango di non avere iniziato prima .
mercoledì 13 gennaio 2016
UN BACIO PER FIRENZE
L'ultima settimana ha lasciato in eredità al mio piede sinistro una bella vescica e nonostante siano passati 2 giorni il dolore è fastidioso , non mi sono allenato al mattino come sempre , è tardi e sto rientrando da lavoro quando mi giunge una telefonata da un cliente di Firenze .
Come al solito ha voglia di ridere poi mi dice che ha un ordine da passarmi ma avendo problemi con l'adsl me lo detta .
Mi fermo e inizio a scrivere sulla agenda , il sole è ormai tramontato ,si respira un'aria primaverile , la telefonata volge al termine quando chiedo un favore alla persona con cui sto parlando.
" Puoi dare un bacio a Firenze da parte mia ? Stasera mi manca particolarmente e vorrei essere lì a piazzale Michelangelo".
La persona si mette a ridere a crepapelle e mi sussurra : " Ma che ti prende ? Sembra tu sia innamorato follemente , una cosa del genere non te l'avevo mai sentita pronunciare in 14 anni che mi servi "
Io rimango in silenzio per qualche secondo poi saluto la persona .
Mi sarebbe piaciuto essere a Firenze stasera ma è stato possibile , solo con quelle parole ho diminuito la distanza da un luogo che amo molto .
Mi manca l'aria che si respira in riva all'Arno , è un qualcosa che non riesco a spiegare a dovere .
Nonostante sia ormai un orario da apertivo vado a cambiarmi a casa , indosso gli indumenti del runner ed esco di nuovo .
Mi dirigo verso il solito luogo illuminato per allenarmi , non incontro nessuno c'è un silenzio surreale , passano solo alcune auto e un paio di mezzi pubblici .
Inizio l'allenamento pensando intensamente a come avrei svolto la serata a Firenze , mi dà gioia e ogni pensiero negativo se ne va .
Dopo poco più di un'ora termino e mentre sto per salire in auto provo un senso di vuoto , mi ronza ancora per la testa qualcosa di dolce ma non è realizzabile e non so se potrà trasformarsi in realtà .
Penso al lavoro e al running per allontanarmi da tutto ciò , ma resto succube di quel paesaggio da condividere teneramente .
Come al solito ha voglia di ridere poi mi dice che ha un ordine da passarmi ma avendo problemi con l'adsl me lo detta .
Mi fermo e inizio a scrivere sulla agenda , il sole è ormai tramontato ,si respira un'aria primaverile , la telefonata volge al termine quando chiedo un favore alla persona con cui sto parlando.
" Puoi dare un bacio a Firenze da parte mia ? Stasera mi manca particolarmente e vorrei essere lì a piazzale Michelangelo".
La persona si mette a ridere a crepapelle e mi sussurra : " Ma che ti prende ? Sembra tu sia innamorato follemente , una cosa del genere non te l'avevo mai sentita pronunciare in 14 anni che mi servi "
Io rimango in silenzio per qualche secondo poi saluto la persona .
Mi sarebbe piaciuto essere a Firenze stasera ma è stato possibile , solo con quelle parole ho diminuito la distanza da un luogo che amo molto .
Mi manca l'aria che si respira in riva all'Arno , è un qualcosa che non riesco a spiegare a dovere .
Nonostante sia ormai un orario da apertivo vado a cambiarmi a casa , indosso gli indumenti del runner ed esco di nuovo .
Mi dirigo verso il solito luogo illuminato per allenarmi , non incontro nessuno c'è un silenzio surreale , passano solo alcune auto e un paio di mezzi pubblici .
Inizio l'allenamento pensando intensamente a come avrei svolto la serata a Firenze , mi dà gioia e ogni pensiero negativo se ne va .
Dopo poco più di un'ora termino e mentre sto per salire in auto provo un senso di vuoto , mi ronza ancora per la testa qualcosa di dolce ma non è realizzabile e non so se potrà trasformarsi in realtà .
Penso al lavoro e al running per allontanarmi da tutto ciò , ma resto succube di quel paesaggio da condividere teneramente .
martedì 12 gennaio 2016
MENO CIOCCOLATA
ROMA - È iniziato il conto alla rovescia per le persone che amano il cioccolato. Orologi puntati sull'anno 2020. Quando un possibile deficit di produzione di cacao potrebbe colpire molti palati. Il primo allarme è stato lanciato alla fine del 2014, a partire da un'analisi di mercato realizzata dalla multinazionale Barry Callembaut. Ma che ci siano dei problemi, complici gli andamenti climatici nella zona equatoriale del pianeta, lo si è visto anche negli ultimi anni. I dati della produzione e del consumo arrivano con un paio di anni di ritardo, così quelli più recenti sono della campagna agricola 2012-2013 firmati dall'Icco (International cocoa organization) e evidenziavano un calo del 3,7% della produzione mondiale (3 miliardi e 931 milioni di tonnellate) con un deficit di approvvigionamento di 160mila tonnellate. Il cacao, insomma, già inizia a mancare mentre i consumi, complici Brasile, Cina e India dati nei primi cinque mercati del comparto nel 2018, stanno crescendo con incrementi a due cifre. In Cina, per esempio, si prevede una crescita del 5% annuo fino al 2018, Cina verso cui l'Italia è il maggior espostatore di cioccolato. Il valore del settore secondo una ricerca di Euromonitor International passerà dai 110 miliardi di dollari del 2012 (3,09 miliardi il fatturato in Italia) ai 123,6 miliardi del 2018 (+12%).
Ma il futuro del cacao si prospetta davvero così nero, nel 2020 non ne troveremo più in giro? "Il 2020 è stata una forzatura, è una notizia che le persone che lavorano in questo settore non prendono troppo seriamente", assicura Pamela Thornton, analista del mercato del cacao. Ciò però non toglie che i prossimi anni saranno densi di incognite per "il cibo degli dei". "Il 2015 è stato segnato dal fenomeno climatico El Niño in Ecuador ed Indonesia e stiamo notando un clima piú secco del normale in Africa Occidentale. E' possibile che vedremo una carenza di cacao abbastanza sostanziosa, supponiamo di 250.000 tonnellate, la più alta in vari anni mentre la domanda cresce al ritmo di un 2% annuale", aggiunge Thornton.
L'avvenire di questo frutto insomma non è segnato, ma si presenta come un rompicapo tra rischi legati alla variabilità climatica esasperata dal riscaldamento globale, all'incremento del consumo nei popolosi paesi asiatici, a cominciare da India e Cina, e la transizione verso nuovi modelli di produzione attualmente in via di affermazione in Brasile.
Ma il futuro del cacao si prospetta davvero così nero, nel 2020 non ne troveremo più in giro? "Il 2020 è stata una forzatura, è una notizia che le persone che lavorano in questo settore non prendono troppo seriamente", assicura Pamela Thornton, analista del mercato del cacao. Ciò però non toglie che i prossimi anni saranno densi di incognite per "il cibo degli dei". "Il 2015 è stato segnato dal fenomeno climatico El Niño in Ecuador ed Indonesia e stiamo notando un clima piú secco del normale in Africa Occidentale. E' possibile che vedremo una carenza di cacao abbastanza sostanziosa, supponiamo di 250.000 tonnellate, la più alta in vari anni mentre la domanda cresce al ritmo di un 2% annuale", aggiunge Thornton.
L'avvenire di questo frutto insomma non è segnato, ma si presenta come un rompicapo tra rischi legati alla variabilità climatica esasperata dal riscaldamento globale, all'incremento del consumo nei popolosi paesi asiatici, a cominciare da India e Cina, e la transizione verso nuovi modelli di produzione attualmente in via di affermazione in Brasile.
Fonte : repubblica.it
lunedì 11 gennaio 2016
ISPIRATI DAL DUCA
Nei giorni scorsi mi era passato per la mente un pezzo del Duca Bianco e me lo canticchiavo per diletto , da poche ore era uscito il suo ultimo album e a breve mi sarei diretto nel solito negozio per acquistarlo .
Stamani appena ho acceso il tablet mi è arrivata la notizia che il Duca se ne era andato per sempre , aveva deciso di tornare nel suo mondo lontanissimo , ero purtroppo a conoscenza della sua malattia seppur ci fosse molto riserbo , ma il web è spesso fonte preziosa per un appassionato di note .
Quando ero ragazzo fu impossibile non resistere al fascino del Duca , musicalmente feci la sua conoscenza ascoltando "Ashes to Ashes" poi arrivò il resto .
Ian Curtis si era ispirato a Bowie ma chi tra i vari artisti non lo aveva preso come un esempio .
La poliedricità del Duca sfiorava la perfezione in ogni disciplina , commercialmente era proiettato nel futuro , la sua classe era di varie spanne sopra gli altri .
Di David Bowie mi resteranno ricordi indelebili a livello musicale , troppi sono i brani a cui sono legato , non basterebbero poche righe per stilarne una lista .
Mi piace immaginarlo mentre suona "Space Oddity" sul suo pianeta ,poi arriva alla strofa " planet Earth is blue and nothing i can do" osservandoci con un po' di malinconia .
Se vado controcorrente è anche un po' merito suo , "Rebel Rebel" mi riecheggerà sempre in testa quando vorrò affrontare qualcosa di nuovo .
Oggi ogni telegiornale ha aperto con questa notizia , tutti volevano rendere omaggio al Duca Bianco e chi non lo avesse mai ascoltato non sa cosa si perso , ma ha tutto il tempo per rifarsi , la sua musica è immortale .
Stamani appena ho acceso il tablet mi è arrivata la notizia che il Duca se ne era andato per sempre , aveva deciso di tornare nel suo mondo lontanissimo , ero purtroppo a conoscenza della sua malattia seppur ci fosse molto riserbo , ma il web è spesso fonte preziosa per un appassionato di note .
Quando ero ragazzo fu impossibile non resistere al fascino del Duca , musicalmente feci la sua conoscenza ascoltando "Ashes to Ashes" poi arrivò il resto .
Ian Curtis si era ispirato a Bowie ma chi tra i vari artisti non lo aveva preso come un esempio .
La poliedricità del Duca sfiorava la perfezione in ogni disciplina , commercialmente era proiettato nel futuro , la sua classe era di varie spanne sopra gli altri .
Di David Bowie mi resteranno ricordi indelebili a livello musicale , troppi sono i brani a cui sono legato , non basterebbero poche righe per stilarne una lista .
Mi piace immaginarlo mentre suona "Space Oddity" sul suo pianeta ,poi arriva alla strofa " planet Earth is blue and nothing i can do" osservandoci con un po' di malinconia .
Se vado controcorrente è anche un po' merito suo , "Rebel Rebel" mi riecheggerà sempre in testa quando vorrò affrontare qualcosa di nuovo .
Oggi ogni telegiornale ha aperto con questa notizia , tutti volevano rendere omaggio al Duca Bianco e chi non lo avesse mai ascoltato non sa cosa si perso , ma ha tutto il tempo per rifarsi , la sua musica è immortale .
domenica 10 gennaio 2016
LA COSTANZA
Ieri avevo percorso 6 chilometri in piena libertà mentale , senza aspettative , era un modo per assaggiare di nuovo la strada dopo la gara sotto il diluvio di mercoledì .
Mi ero mosso col passo della maratona , lento , ma sciolto , sapevo che la gara odierna su sarebbe rivelata insidiosa per la presenza di alcune salite .
Ma avevo un asso nella manica , domenica scorsa mi ero diretto sul percorso e me lo ero studiato passo per passo .
Sapevo dove avrei guadagnato e dove avrei perduto qualche cosa, mi mancava solo il punto di riferimento .
La gara parte a ritmo forsennato , non c'è tregua , ma il momento decisivo si avvicina , la prima salita farà una scrematura e così avviene .
Al mio compagno di gara sussurro di guardare bene una coppia davanti a noi , lui non capisce ma si adegua .
La strada inizia a salire ,incito il mio compagno a non camminare , superiamo quella coppia che ha il nostro passo , è il momento di attaccare , in discesa iniziamo a volare ma c'è una ultima prova che dobbiamo affrontare .
Prima dell'arrivo la salita si ripresenta , è durissima , ma l'avevo già affrontata mercoledì , ci posizioniamo sulla sinistra , c'è un arco in cima , ci passiamo sotto poi giriamo a sinistra ancora .
Mancano 1300 metri all'arrivo , urlo al mio compagno che dobbiamo aprire il gas , lui mi risponde che non ne ha più , allora agisco da solo , scatto rabbiosamente ,appena vedo la discesa finale con l'arrivo l'amico mi caccia un urlo cavernoso : " Rallenta leggermente , arriviamo mano nella mano !!!", ubbidisco e così facciamo .
Una volta varcata la finish line guardo il cronometro , alzo gli occhiali nervosamente appoggiandoli sulla fronte .
In quei minuti segnati in digitale ci sono scritte verità inconfutabili: c'è un lavoro durissimo , ci sono rinunce , c'è costanza nell'allenamento , c'è la solitudine delle albe , c'è dolore fisico e mentale , ma soprattutto c'è il desiderio di voler migliorare la propria vita divertendosi .
Indico il cielo, vorrei che delle persone fossero qui per festeggiare con il vino ricevuto nel pacco gara, guardo gli altri podisti sudati ma felici , incrocio gli sguardi di varie persone conosciute , ci salutiamo cordialmente promettendoci che ci vedremo presto ad altre gare .
Mi chiudo nei miei silenzi , prego ma poi piango come al solito .
Non vincerò mai gare o coppe ,se la mente è il cavallo di battaglia , la velocità è lo scudo che ho costruito lungo il cammino , la costanza è l'essenza della mia vita non solo podistica .
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