"Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c'è la lista dei prezzi, per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la Messa. E il popolo si scandalizza". Il Papa durante l'omelia a Santa Marta denuncia "gli scandali" che ancora avvengono e lo fa raccontando un episodio a cui ha assistito da giovane sacerdote: "Ero con un gruppo di universitari e voleva sposarsi una coppia di fidanzati: erano andati in una parrocchia ma volevano farlo con la messa. E lì, il segretario parrocchiale ha detto: No, no: non si può. Ma perché non si può con la messa? Se il Concilio raccomanda di farlo sempre con la messa'. 'No, non si può, perché più di 20 minuti non si può. Ma perché? Perché ci sono altri turni. Ma, noi vogliamo la messa! Ma pagate due turni!. E per sposarsi con la Messa hanno dovuto pagare due turni. Questo è peccato di scandalo". Dopo l'aneddoto il monito del Pontefice: "Dio non ha niente a che vedere con i soldi, e la Chiesa non può essere affarista. Ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un prete attaccato ai soldi e un prete che maltratta la gente". E il Papa chiede anche ai "laici" il coraggio di denunciare "in faccia al parroco" il traffico di soldi in parrocchia. Il Santo Padre ha poi ricordato l'episodio evangelico di Cristo che scaccia i mercati dal Tempio. "Gesù - ha spiegato - non è arrabbiato, è l'ira di Dio, è lo zelo per la Casa di Dio perchè non si possono servire due padroni: o rendi il culto a Dio vivente, o rendi il culto ai soldi, al denaro". I soldi sono uno scandalo perchè "la redenzione è gratuita; la gratuità di Dio che viene a portarci la salvezza, la gratuità totale dell'amore di Dio. E quando la Chiesa o le chiese diventano affariste, si dice che non è tanto gratuita, la salvezza!". È per questo, conclude il Papa, "che Gesù prende la frusta in mano per fare questo rito di purificazione nel Tempio".
Il Cardinale Bagnasco , presidente della CEI , un po' indignato ha spiegato che " I sacramenti non sono pagati in nessun modo. Le offerte che i fedeli intendono dare in forma libera sono un modo per contribuire alla necessità materiali della Chiesa'' . "I nostri parroci, di fronte a situazioni di impossibilità di avere un'offerta, sicuramente non rifiutano di dare nessun sacramento''. ''Si può camminare sempre meglio - ha proseguito il cardinale - per fare capire a tutti quanti che non c'è un commercio e non ci può essere un commercio tra le cose sacre, nessun tipo di compenso materiale''.
L'Arcivesco di Genova come al solito cerca di minimizzare ma non ha i numeri che invece possiede Papa Francesco il quale in 2 giorni ha dato sterzate pazzesche .
Ascoltarlo ti apre il cuore , ascoltarlo ti fa vivere il futuro e ti mette di buon umore .
Caro Santo Padre ,meriti il Nobel e lo scrivo da un bel po' .
venerdì 21 novembre 2014
giovedì 20 novembre 2014
CARATURA SUPERIORE.
Vi riporto fedelmente le parole pronunciate dal Santo Padre durante la conferenza odierna alla Fao.
Quest'uomo è senza confini , ha una caratura superiore alla media .
Questa è un sfida da superare, ha aggiunto, assieme a quella della “mancanza di solidarietà”, dovuta al fatto che le nostre società “sono caratterizzate da un crescente individualismo e dalla divisione; ciò finisce col privare i più deboli di una vita degna e con il provocare rivolte contro le istituzioni”:
Gli esseri umani, quando prendono coscienza di “essere parte responsabile del disegno della creazione”, diventano capaci - ha affermato il Papa - di rispettarsi reciprocamente, “invece di combattere tra loro, danneggiando e impoverendo il pianeta”. Così agli Stati, “concepiti come comunità di persone e di popoli”, viene chiesto di “agire di comune accordo”, aiutandosi reciprocamente “mediante i principi e le norme che il diritto internazionale mette a loro disposizione”:
Garanzie che ogni Stato, attento al benessere dei suoi cittadini, ha il “dovere” di sottoscrivere “senza riserve”, preoccupandosi della loro applicazione. Ciò, ha aggiunto, richiede perseveranza e sostegno. La Chiesa cattolica cerca di offrire anche in questo campo il proprio contributo, “mediante un’attenzione costante alla vita dei poveri in ogni parte del pianeta” e su questa stessa linea si muove il coinvolgimento attivo della Santa Sede nelle organizzazioni internazionali.
Quindi il Papa ha pregato “affinché la comunità internazionale sappia ascoltare l’appello di questa Conferenza”, considerandolo “un’espressione della comune coscienza dell’umanità”: dare da mangiare agli affamati, ha affermato, per salvare la vita nel pianeta. Il Papa ha infine salutato i dipendenti della Fao ricordando il drammatico problema della carenza di acqua:
Quest'uomo è senza confini , ha una caratura superiore alla media .
L’affamato “ci chiede dignità, non elemosina”. Lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti alla seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione, in corso a Roma alla sede della Fao e voluta dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità. Accolto dal direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, dal vice direttore l’Oms, Oleg Chestnov, e dall’arcivescovo Luigi Travaglino, osservatore permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, il Santo Padre ha incontrato brevemente la Regina Letizia di Spagna, prima di accedere alla sala plenaria. Il servizio di Giada Aquilino di Radio Vaticana.
Il diritto all’alimentazione sarà garantito solo se “ci preoccupiamo” della “persona che patisce gli effetti della fame e della denutrizione”, cioè il “soggetto reale” di tale diritto. Lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti alla seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione:
“La lucha contra el hambre y la desnutrición...
La lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla ‘priorità del mercato’, e dalla ‘preminenza del guadagno’, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria. E mentre si parla di nuovi diritti, l’affamato è lì, all’angolo della strada, e chiede diritto di cittadinanza, di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignità, non elemosina”.
Oggi, ha notato il Pontefice, “si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri”: forse - ha riflettuto - ci siamo preoccupati “troppo poco di quanti soffrono la fame”. D’altra parte “i destini di ogni nazione sono più che mai collegati tra loro, come i membri di una stessa famiglia, che dipendono gli uni dagli altri”:
“Pero vivimos en una época en la que las relaciones entre las naciones...
Ma viviamo in un’epoca in cui i rapporti tra le nazioni sono troppo spesso rovinati dal sospetto reciproco, che a volte si tramuta in forme di aggressione bellica ed economica, mina l’amicizia tra fratelli e rifiuta o scarta chi già è escluso. Lo sa bene chi manca del pane quotidiano e di un lavoro dignitoso. Questo è il quadro del mondo, in cui si devono riconoscere i limiti di impostazioni basate sulla sovranità di ognuno degli Stati, intesa come assoluta, e sugli interessi nazionali, condizionati spesso da ridotti gruppi di potere”.
Eppure le persone e i popoli sono lì ed “esigono che si metta in pratica” la giustizia legale, quella contributiva e quella distributiva. Per questo, ha sottolineato il Santo Padre, i piani di sviluppo e il lavoro delle organizzazioni internazionali dovrebbero tener conto del desiderio, “tanto frequente tra la gente comune”, di vedere in ogni circostanza rispettati i diritti fondamentali della persona umana e, soprattutto, della persona che ha fame. “Quando questo accadrà – ha proseguito il Papa - anche gli interventi umanitari, le operazioni urgenti di aiuto e di sviluppo – quello vero, integrale – avranno maggiore impulso e daranno i frutti desiderati”. Certamente “l’interesse per la produzione, la disponibilità di cibo e l’accesso a esso, il cambiamento climatico, il commercio agricolo” devono ispirare le regole e le misure tecniche di tali azioni, ma non solo:
“La primera preocupación debe ser la persona misma...
La prima preoccupazione deve essere la persona stessa, quanti mancano del cibo quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e lottano solo per la sopravvivenza”.
Quindi il ricordo delle parole di San Giovanni Paolo II alla prima Conferenza internazionale sulla nutrizione, il 5 dicembre 1992, con cui Papa Wojtyla “mise in guardia la comunità internazionale contro il rischio del ‘paradosso dell’abbondanza’:
“Hay comida para todos, pero no todos pueden comer...
C’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi. Purtroppo questo ‘paradosso’ continua a essere attuale. Ci sono pochi temi sui quali si sfoderano tanti sofismi come su quello della fame; e pochi argomenti tanto suscettibili di essere manipolati dai dati, dalle statistiche, dalle esigenze di sicurezza nazionale, dalla corruzione o da un richiamo doloroso alla crisi economica”.
Questa è un sfida da superare, ha aggiunto, assieme a quella della “mancanza di solidarietà”, dovuta al fatto che le nostre società “sono caratterizzate da un crescente individualismo e dalla divisione; ciò finisce col privare i più deboli di una vita degna e con il provocare rivolte contro le istituzioni”:
“Cuando falta la solidaridad en un país...
Quando manca la solidarietà in un paese, ne risentono tutti. Di fatto, la solidarietà è l’atteggiamento che rende le persone capaci di andare incontro all’altro e di fondare i propri rapporti reciproci su quel sentimento di fratellanza che va al di là delle differenze e dei limiti, e spinge a cercare insieme il bene comune”.
Gli esseri umani, quando prendono coscienza di “essere parte responsabile del disegno della creazione”, diventano capaci - ha affermato il Papa - di rispettarsi reciprocamente, “invece di combattere tra loro, danneggiando e impoverendo il pianeta”. Così agli Stati, “concepiti come comunità di persone e di popoli”, viene chiesto di “agire di comune accordo”, aiutandosi reciprocamente “mediante i principi e le norme che il diritto internazionale mette a loro disposizione”:
“Una fuente inagotable de inspiración es la ley natural...
Una fonte inesauribile d’ispirazione è la legge naturale, iscritta nel cuore umano, che parla un linguaggio che tutti possono capire: amore, giustizia, pace, elementi inseparabili tra loro. Come le persone, anche gli Stati e le istituzioni internazionali sono chiamati ad accogliere e a coltivare questi valori, in uno spirito di dialogo e di ascolto reciproco. In tal modo, l’obiettivo di nutrire la famiglia umana diventa realizzabile. Ogni donna, uomo, bambino, anziano deve poter contare su queste garanzie dovunque”.
Garanzie che ogni Stato, attento al benessere dei suoi cittadini, ha il “dovere” di sottoscrivere “senza riserve”, preoccupandosi della loro applicazione. Ciò, ha aggiunto, richiede perseveranza e sostegno. La Chiesa cattolica cerca di offrire anche in questo campo il proprio contributo, “mediante un’attenzione costante alla vita dei poveri in ogni parte del pianeta” e su questa stessa linea si muove il coinvolgimento attivo della Santa Sede nelle organizzazioni internazionali.
“Se pretende de este modo contribuir...
S’intende in tal modo contribuire a identificare e adottare i criteri che devono realizzare lo sviluppo di un sistema internazionale equo. Sono criteri che, sul piano etico, si basano su pilastri come la verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà; allo stesso tempo, in campo giuridico, questi stessi criteri includono la relazione tra il diritto all’alimentazione e il diritto alla vita e a un’esistenza degna, il diritto a essere tutelati dalla legge, non sempre vicina alla realtà di chi soffre la fame, e l’obbligo morale di condividere la ricchezza economica del mondo”.
Se si crede al principio dell’unità della famiglia umana, “fondato sulla paternità di Dio Creatore”, e alla fratellanza degli esseri umani, ha sottolineato il Pontefice, “nessuna forma di pressione politica o economica che si serva della disponibilità di cibo può essere accettabile”:
“Ningún sistema de discriminación, de hecho o de derecho...
Nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto, vincolato alla capacità di accesso al mercato degli alimenti, deve essere preso come modello delle azioni internazionali che si propongono di eliminare la fame”.
Quindi il Papa ha pregato “affinché la comunità internazionale sappia ascoltare l’appello di questa Conferenza”, considerandolo “un’espressione della comune coscienza dell’umanità”: dare da mangiare agli affamati, ha affermato, per salvare la vita nel pianeta. Il Papa ha infine salutato i dipendenti della Fao ricordando il drammatico problema della carenza di acqua:
" L’acqua non è gratis, come tante volte pensiamo. Sarà il grave problema che può portarci ad una guerra".
mercoledì 19 novembre 2014
ANTONIO INDICA LA STRADA.
Ho sempre ammirato la grinta di Antonio Conte , perchè da giocatore non si è mai fermato sul campo , avrei voluto vedere a Firenze il suo moto perpetuo a centrocampo ma non ho avuto questa fortuna .
Da allenatore può sembrare fuori dalle righe ma è un vincente e i 3 scudetti conquistati nelle ultime stagioni lo dimostrano .
Trapattoni lo ha sempre considerato un suo "figlioccio" per una serie di motivi e questo è sufficiente per darci una idea del personaggio.
A differenza di Prandelli che in tutti i modi ha cercto di rimettere in carreggiata Balotelli , Conte entra a gamba tesa e senza peli sulla lingua .
Queste le parole da lui pronunciate dopo la partita con la Croazia : "Non sono così presuntuoso da ritenermi diverso da grandi allenatori: il passato insegna che loro non sono riusciti a cambiare Mario - ha detto -. Starà al giocatore, ma io non ho tanto tempo, e per certe cose ne serve". Poi attacca il gruppo: "I giocatori devono ritrovare la voglia di faticare o è solo l'inizio di una discesa".
Lo sfogo ai microfoni di Raisport è di quelli pesanti, senza giri di parole. "Il calcio italiano non va nel verso giusto - ha spiegato -. Dobbiamo rendercene conto, e poi passare dalle parole ai fattI. In generale mi aspettavo più partecipazione da tutti".
E su Balotelli ha aggiunto: ''Mancini, Mourinho e Allegri non sono riusciti a cambiarlo? Non sono così presuntuoso da pensare di essere diverso da grandi allenatori come loro. Il passato insegna che non ci sono riusciti -è la bocciatura del ct -. Sta a lui cambiare: purtroppo io non ho tanto tempo, su certi giocatori non bastano pochi giorni ma serve un periodo lungo. E da ct mi sono resto conto che è quello che mi manca di più".
Conte è nato per vincere e la sua fame lo porta a non guardare in faccia a nessuno , ora siede su una panchina scomoda ma non si tira indietro così come quando scendeva in campo .
Merita rispetto e non ci sono altre parole per descriverlo : a qualcuno risulterà antipatico ma a me piacciono le persone come lui , persone che mirano a centrare obiettivi , persone che programmano e si preparano , persone che non improvvisano, persone che ci mettono l'anima e non si nascondono.
Appartiene a quella schiera di calciatori tirati su a pane e grinta da un uomo che si chiama Giovanni Trapattoni , che a sua volta era figlioccio di Nereo Rocco.
Avete letto bene si , tre generazioni tre persone che hanno fame di vittoria .
Da allenatore può sembrare fuori dalle righe ma è un vincente e i 3 scudetti conquistati nelle ultime stagioni lo dimostrano .
Trapattoni lo ha sempre considerato un suo "figlioccio" per una serie di motivi e questo è sufficiente per darci una idea del personaggio.
A differenza di Prandelli che in tutti i modi ha cercto di rimettere in carreggiata Balotelli , Conte entra a gamba tesa e senza peli sulla lingua .
Queste le parole da lui pronunciate dopo la partita con la Croazia : "Non sono così presuntuoso da ritenermi diverso da grandi allenatori: il passato insegna che loro non sono riusciti a cambiare Mario - ha detto -. Starà al giocatore, ma io non ho tanto tempo, e per certe cose ne serve". Poi attacca il gruppo: "I giocatori devono ritrovare la voglia di faticare o è solo l'inizio di una discesa".
Lo sfogo ai microfoni di Raisport è di quelli pesanti, senza giri di parole. "Il calcio italiano non va nel verso giusto - ha spiegato -. Dobbiamo rendercene conto, e poi passare dalle parole ai fattI. In generale mi aspettavo più partecipazione da tutti".
E su Balotelli ha aggiunto: ''Mancini, Mourinho e Allegri non sono riusciti a cambiarlo? Non sono così presuntuoso da pensare di essere diverso da grandi allenatori come loro. Il passato insegna che non ci sono riusciti -è la bocciatura del ct -. Sta a lui cambiare: purtroppo io non ho tanto tempo, su certi giocatori non bastano pochi giorni ma serve un periodo lungo. E da ct mi sono resto conto che è quello che mi manca di più".
Conte è nato per vincere e la sua fame lo porta a non guardare in faccia a nessuno , ora siede su una panchina scomoda ma non si tira indietro così come quando scendeva in campo .
Merita rispetto e non ci sono altre parole per descriverlo : a qualcuno risulterà antipatico ma a me piacciono le persone come lui , persone che mirano a centrare obiettivi , persone che programmano e si preparano , persone che non improvvisano, persone che ci mettono l'anima e non si nascondono.
Appartiene a quella schiera di calciatori tirati su a pane e grinta da un uomo che si chiama Giovanni Trapattoni , che a sua volta era figlioccio di Nereo Rocco.
Avete letto bene si , tre generazioni tre persone che hanno fame di vittoria .
martedì 18 novembre 2014
SERVONO LE TAZZE .
Accovacciati davanti al ministero degli Esteri, facendo mostra di glutei in plastica, gli attivisti spagnoli della Ong Ongawa hanno protestato così a Madrid. Il bizzarro sit-in è stato organizzato in occasione della Giornata mondiale delle toilette. Secondo i calcoli dell'Onu, sono 2,5 miliardi le persone nel mondo che non hanno accesso a un wc. In base ai dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità, ogni giorno muoiono circa duemila bambini di meno di cinque anni per diarree attribuibili all'assenza di appropriate condizioni igienico-sanitarie.
Il problema in India - L'India e l'Africa sono particolarmente colpite. A New Delhi, si svolgono tre giorni di manifestazioni per sensibilizzare all'uso dei servizi igienici. L'Unicef ha stimato che quasi 594 milioni di indiani, quasi la metà della popolazione della nazione, defeca all'aperto.
La situazione è più acuta nelle aree rurali dove, anche in presenza di servizi igienici, le persone preferiscono non usarli. Circa 300 milioni di donne e ragazze sono costrette a uscire fuori casa, di giorno come di notte, esponendosi non solo ai rischi di malattie e infezioni batteriche ma anche alle molestie e agli assalti da parte degli uomini.
L'impegno francese - Per "Coalition Eau", un collettivo francese di organizzazioni non governative, l'impossibilità di accesso alle toilette è un "tabù da spezzare". A Parigi, sulla piazza del Centre Georges Pompidou, sono stati sistemati dei wc con cabina trasparente, nel quadro dell'operazione "Parlons Toilettes".
E' stata lanciata, inoltre, una petizione online per chiedere al governo francese di aumentare di 40 milioni di euro l'aiuto pubblico allo sviluppo per l'accesso all'acqua e all'igiene, che l'Onu ha inserito nella lista dei diritti umani nel 2010.
La situazione è più acuta nelle aree rurali dove, anche in presenza di servizi igienici, le persone preferiscono non usarli. Circa 300 milioni di donne e ragazze sono costrette a uscire fuori casa, di giorno come di notte, esponendosi non solo ai rischi di malattie e infezioni batteriche ma anche alle molestie e agli assalti da parte degli uomini.
L'impegno francese - Per "Coalition Eau", un collettivo francese di organizzazioni non governative, l'impossibilità di accesso alle toilette è un "tabù da spezzare". A Parigi, sulla piazza del Centre Georges Pompidou, sono stati sistemati dei wc con cabina trasparente, nel quadro dell'operazione "Parlons Toilettes".
E' stata lanciata, inoltre, una petizione online per chiedere al governo francese di aumentare di 40 milioni di euro l'aiuto pubblico allo sviluppo per l'accesso all'acqua e all'igiene, che l'Onu ha inserito nella lista dei diritti umani nel 2010.
( fonte : tgcom24.it).
domenica 16 novembre 2014
SOL PONENTE.
IL PIL giapponese, contrariamente alle attese degli analisti, crolla a luglio-settembre cedendo lo 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e l'1,6% su base annualizzata. Lo rende noto l'Ufficio di gabinetto.
Con la deludente performance del Pil di luglio-settembre, il Giappone ritorna in "recessione tecnica" a seguito della contrazione di due trimestri consecutivi, ma in condizioni peggiori delle più negative stime della vigilia che davano una economia in crescia congiunturale dello 0,2-3% e annualizzata del 2,4-5%. Invece, al -0,4% su aprile-giugno si somma il ribasso dei tre mesi precedenti (da -1,8% a -1,9%), mentre il -1,6% annualizzato segue il -7,3% del secondo trimestre (rivisto da -7,1%).
Il ministro delle Politiche economiche e fiscali Akira Amari ha ammesso che l'impatto dell'Iva, portata dal 5% all'8% ad aprile, "è stato più grande delle attese". La decisione sulla conferma o sul rinvio dell'ulteriore rialzo al 10% "sarà comunicata domani o nei giorni successivi", ha aggiunto, secondo cui la caduta del Pil "è da legare alla lenta ripresa dei consumi e della rettifica delle scorte".
La domanda privata è scesa dello 0,9% sul trimestre, malgrado un rimbalzo debole dei consumi delle famiglie (+0,3%). Gli investimenti privati sono caduti del 6,7% e quelli delle imprese dello 0,2%, non compensati dal +0,7% della componente pubblica. Il contributo dell'export al Pil è stato positivo: +0,8% le importazioni contro il +1,3% delle esportazioni.
In ogni caso, si tratta di un duro e inaspettato colpo per il premier Abe che, nei resoconti dei media nipponici, dovrebbe annunciare domani lo scioglimento della potente Camera Bassa e fissare nuove elezioni politiche generali a dicembre, già il 14. Il Giappone era uscito dalla recessione negli ultimi mesi del 2012, poco prima dell'arrivo il potere di Abe che lanciò la "sua" ricetta per rafforzare l'economia, basata sulle tre frecce (politica monetaria espansiva, stimoli fiscali e riforme strutturali) della Abenomics.
L'inizio è stato incoraggiante grazie alla crescita dell'1,5% del 2013, sostenuta dal maxi allentamento qualitativo e qualitativo (Qqe) deciso ad aprile 2013 dalla Bank of Japan che, di fronte agli affanni dell'economia, ha varato un allentamento addizionale a fine ottobre. I margini di manovra sembrano adesso essere minimi: dopo le mosse della BoJ, i pacchetti di stimoli all'economia del governo devono fare i conti con un debito pubblico oltre il 200% del Pil. Lo stesso rialzo dell'Iva al 10% era al servizio delle risorse di riordino delle spese del welfare e del social securty.
(Fonte : Repubblica.it).
Con la deludente performance del Pil di luglio-settembre, il Giappone ritorna in "recessione tecnica" a seguito della contrazione di due trimestri consecutivi, ma in condizioni peggiori delle più negative stime della vigilia che davano una economia in crescia congiunturale dello 0,2-3% e annualizzata del 2,4-5%. Invece, al -0,4% su aprile-giugno si somma il ribasso dei tre mesi precedenti (da -1,8% a -1,9%), mentre il -1,6% annualizzato segue il -7,3% del secondo trimestre (rivisto da -7,1%).
Il ministro delle Politiche economiche e fiscali Akira Amari ha ammesso che l'impatto dell'Iva, portata dal 5% all'8% ad aprile, "è stato più grande delle attese". La decisione sulla conferma o sul rinvio dell'ulteriore rialzo al 10% "sarà comunicata domani o nei giorni successivi", ha aggiunto, secondo cui la caduta del Pil "è da legare alla lenta ripresa dei consumi e della rettifica delle scorte".
La domanda privata è scesa dello 0,9% sul trimestre, malgrado un rimbalzo debole dei consumi delle famiglie (+0,3%). Gli investimenti privati sono caduti del 6,7% e quelli delle imprese dello 0,2%, non compensati dal +0,7% della componente pubblica. Il contributo dell'export al Pil è stato positivo: +0,8% le importazioni contro il +1,3% delle esportazioni.
In ogni caso, si tratta di un duro e inaspettato colpo per il premier Abe che, nei resoconti dei media nipponici, dovrebbe annunciare domani lo scioglimento della potente Camera Bassa e fissare nuove elezioni politiche generali a dicembre, già il 14. Il Giappone era uscito dalla recessione negli ultimi mesi del 2012, poco prima dell'arrivo il potere di Abe che lanciò la "sua" ricetta per rafforzare l'economia, basata sulle tre frecce (politica monetaria espansiva, stimoli fiscali e riforme strutturali) della Abenomics.
L'inizio è stato incoraggiante grazie alla crescita dell'1,5% del 2013, sostenuta dal maxi allentamento qualitativo e qualitativo (Qqe) deciso ad aprile 2013 dalla Bank of Japan che, di fronte agli affanni dell'economia, ha varato un allentamento addizionale a fine ottobre. I margini di manovra sembrano adesso essere minimi: dopo le mosse della BoJ, i pacchetti di stimoli all'economia del governo devono fare i conti con un debito pubblico oltre il 200% del Pil. Lo stesso rialzo dell'Iva al 10% era al servizio delle risorse di riordino delle spese del welfare e del social securty.
(Fonte : Repubblica.it).
sabato 15 novembre 2014
FRANCESCO E I COMMERCIALISTI .
Era un po' che non si faceva sentire ma ieri Papa Francesco è di nuovo intervenuto nell'udienza del venerdì di fronte ai commercialisti .
Le parole che ha pronunciato sono state dense di significato : Il Santo Padre, infatti , li invita a "giocare un ruolo positivo e costruttivo" con il loro lavoro sottolineando la "realtà drammatica" dei precari e di chi ha perso l'impiego.
Si è poi soffermato su un tasto importante : "quando il denaro diventa il fine allora prevalgono l'ottica utilitaristica e le logiche selvagge del profitto che non rispetta le persone. Quanti operano a vario titolo nell'economia e nella finanza sono chiamati a fare scelte che favoriscano il benessere sociale ed economico dell'intera umanità".
Ha poi aggiunto: "Aiutare la gente nel disbrigo delle questioni economiche, come fanno i commercialisti, significa ricordare che dietro ogni carta c'è una storia, ci sono dei volti", ha ribadito nell'udienza agli operatori fiscali chiedendo loro di "andare oltre, che significa andare incontro alla persona in difficoltà, esercitare quella creatività che ti permette di trovare soluzioni in situazioni bloccate, far valere le ragioni della dignità umana di fronte alle rigidità della burocrazia".
Le parole che ha pronunciato sono state dense di significato : Il Santo Padre, infatti , li invita a "giocare un ruolo positivo e costruttivo" con il loro lavoro sottolineando la "realtà drammatica" dei precari e di chi ha perso l'impiego.
Si è poi soffermato su un tasto importante : "quando il denaro diventa il fine allora prevalgono l'ottica utilitaristica e le logiche selvagge del profitto che non rispetta le persone. Quanti operano a vario titolo nell'economia e nella finanza sono chiamati a fare scelte che favoriscano il benessere sociale ed economico dell'intera umanità".
Ha poi aggiunto: "Aiutare la gente nel disbrigo delle questioni economiche, come fanno i commercialisti, significa ricordare che dietro ogni carta c'è una storia, ci sono dei volti", ha ribadito nell'udienza agli operatori fiscali chiedendo loro di "andare oltre, che significa andare incontro alla persona in difficoltà, esercitare quella creatività che ti permette di trovare soluzioni in situazioni bloccate, far valere le ragioni della dignità umana di fronte alle rigidità della burocrazia".
venerdì 14 novembre 2014
DATEGLI GIOIA .
Il bambino sta morendo dopo che la sua mamma, Ashley 30 anni, ha perso la vita mentre lo dava alla luce. E il papà saluta il piccolo Lennon con l'ultima ninna nanna, cantandogli "Blackbird" dei Beatles. La scena avviene a Loma Linda, California. Il piccolo, quattro giorni di vita, è in un'incubatrice. Accanto a lui il papà, Chris Picco. Il bimbo è nato prematuro, a solo 16 settimane, e per lui è praticamente impossibile sopravvivere.
La mamma è morta durante il parto per un'improvvisa complicazione. Il papà ricorda: "Durante la gravidanza, Ashley sentiva spesso Lennon che si muoveva quando sentiva la musica. Così, ho pensato di salutarlo portando la mia chitarra e dando per lui un piccolo concerto". Per dargli anche l'ultimo addio.
Non vorrei mai ascoltare ne leggere queste storie perché mi pongo poi domande a cui non avrò mai risposta , nella tenerezza talvolta c'è una crudeltà inaspettata .
Mi intristisco , volgo lo sguardo al cielo e spero che Lennon trovi pace tra gli angeli .
La mamma è morta durante il parto per un'improvvisa complicazione. Il papà ricorda: "Durante la gravidanza, Ashley sentiva spesso Lennon che si muoveva quando sentiva la musica. Così, ho pensato di salutarlo portando la mia chitarra e dando per lui un piccolo concerto". Per dargli anche l'ultimo addio.
Non vorrei mai ascoltare ne leggere queste storie perché mi pongo poi domande a cui non avrò mai risposta , nella tenerezza talvolta c'è una crudeltà inaspettata .
Mi intristisco , volgo lo sguardo al cielo e spero che Lennon trovi pace tra gli angeli .
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